Non fu omicidio volontario, ma omicidio colposo con colpa cosciente: la Corte di Appello di Torino ha ridotto le condanne inflitte ai vertici della ThyssenKrupp, ritenuti responsabili dell’incendio che, nel 2007, portò alla morte sette persone nello stabilimento siderurgico di Torino.
Sconcerto tra i familiari delle vittime che, rappresentati dall’on. Nicola Boccuzzi, ex operaio dell’acciaieria sopravvissuto alla tragedia, hanno scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La lettera, consegnata al Prefetto del capoluogo piemontese, invoca l’aiuto della più alta carica dello Stato affinché si mantenga sempre viva l’attenzione mediatica su questa vicenda, in attesa del ricorso in Cassazione.
«La vicenda della ThyssenKrupp – si legge nella lettera – ha risvegliato in Italia le coscienze sul tema delle morti sul lavoro, fenomeno però non è certo stato ancora debellato: le cronache dell’Ilva di Taranto sono forse l’esempio più eclatante… Senza dimenticare le tragedie quotidiane nell’agricoltura, nell’industria, nell’edilizia e in tanti altri luoghi di lavoro e formazione (tra cui le scuole). Desideriamo che questa piaga venga contrastata in Italia con ogni strumento, culturale, giuridico e giudiziario».


