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Prati, la scommessa per una nuova città

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prati in città

Prati, commonsLuoghi di vita pubblica nel paesaggio della città, è l’argomento delle  Giornate internazionali di studio sul paesaggio, organizzate dalla Fondazione Benetton il 16 e 17 febbraio

Sono molto pochi i prati in città, anzi forse si possono contare sulla punta delle dita di una mano, almeno in Italia. Fuori dai nostri confini i prati si configurano come lo spazio del “pubblico”, quindi della libertà, della socialità e della progettualità, e rappresentano  nel terzo millennio la riconquista di una dimensione di compartecipazione alle scelte urbanistiche, che una narrazione della città in chiave di efficientismo ha mortificato in questi ultimi decenni, rendendo i prati  spazi abbandonati, incolti, e sostituendoli con i  giardini.

museumplein amsterdam - prati
La Museumplein (Piazza dei musei) ad Amsterdam è un esempio di appropriazione sociale degli spazi verdi

Proprio di prati come luoghi di vita pubblica nel paesaggio della città si parlerà giovedì 16 e venerdì 14 febbraio durante la 13ma edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, organizzate dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche negli spazi Bomben di Treviso . Prati, commonsLuoghi di vita pubblica nel paesaggio della città, questo il titolo del convegno.

Il programma delle giornate – che rappresenta l’approfondimento di un workshop del 2016 –  prevede una successione di quattro sessioni che partono dai “prati” nella storia e nella cultura del paesaggio, per passare ai modi in cui la cultura urbanistica e architettonica ha pensato al ruolo e all’immagine di tali spazi. La struttura del paesaggio urbano, l’interazione dell’uomo con la vegetazione “spontanea”, il progetto occupano la terza sessione, mentre nell’ultima si svolgerà un confronto tra esperienze che operano in un campo pervaso da molte angolazioni, tutte orientate a un nuovo modo di pensare il progetto, “informale”, così come sono i prati sin dalla loro nascita.
Questi e altri temi attraverseranno le due giornate, senza dimenticare l’apporto di letture diverse come quelle offerte dalla cinematografia, dove gli spazi urbani non edificati diventano luoghi privilegiati per comprendere la mutabilità dell’idea di rappresentazione di un mondo e una città nuovi.

Prati non solo spazi incolti

Il prato come simbolo e occasione di dibattito sul valore degli spazi pubblici sarà dunque il fil rouge di questa due giorni; ma si andrà ancor più lontano e si arriverà a parlare di vecchie e nuove periferie urbane, che possono configurarsi come “nuovi prati”. E se in passato il prato era il luogo dove si svolgevano le fiere, ii mercati, gli scambi, e si identificavano con lo spazio della socialità, «oggi – spiega Luigi Latini, presidente del comitato scientifico delle Giornate – sono spazi in attesa che ci interrogano sul valore della socialità, sul senso del bene comune, sulla necessità di abitare un tessuto connettivo che ha bisogno di uno sguardo di sintesi, oltre le diverse visioni disciplinari.  La natura di questi luoghi, caratterizzati da dimensioni estese, assenza di un disegno strutturato, multifunzionalità più o meno voluta, sollecita uno sguardo paesaggistico, capace di cogliere il senso della loro interezza.».

E per chiarire come oggi un prato può essere fucina di progettualità urbana verrà posto come case history la Museumplein (Piazza dei Musei), una grande piazza-giardino ad Amsterdam circondata da musei, fontane, sculture, e sede di eventi culturali tutto l’anno.  La piazza (che sorge dove prima c’era una fabbrica di candele e costruita nel 1885), è stata ridisegnata nel 1999 dal paesaggista  Sven-Ingvar Andersson ed è stata  insignita nel 2008 del Premio Carlo Scarpa per il Giardino. « In questi luoghi  – dice Latini – si gioca la scommessa di un nuovo paesaggio che guarda, per esempio, al “ritorno” di comunità di piante spontanee come questione progettuale, così come alla diffusione delle molte “azioni dal basso” con le quali altre comunità, quelle cittadine, mettono in gioco nuove forme di uso, di socialità, di pratiche paesaggistiche».

Il programma

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