Sono le cronache di questi giorni a riportare in primo piano il verificarsi di gravi reati ambientali in Italia. Associazione per delinquere, traffico illecito organizzato di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, scarichi non autorizzati di rifiuti, disastro ambientale, falso ideologico in atto pubblico sono i capi d’imputazione di cui dovranno rispondere i 14 indagati per aver riversato lungo le coste campane pericolose sostanze liquide prodotte dalle discariche di rifiuti solidi urbani.
Nel corso delle indagini – è chiarito in una nota dei militari che hanno condotto le indagini – è stata accertata «l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni,lo sversamento in mare del percolato, in violazione delle norme a tutela dell’ambiente».
Complessivamente sono 14 gli arresti (8 in carcere e 6 ai domiciliari). Tra gli altri sono stati sottoposti a custodia cautelare Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, il prefetto Corrado Catenacci, in passato commissario ai rifiuti nella Regione Campania, direttore generale del ministero dell’Ambiente nonché prefetto a Bari, Gianfranco Mascazzini. Indagato anche l’ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.


