
Presentati i dati della sperimentazione: 2 milioni i km percorsi
La Puglia pedala. E lo fa sempre più convinta. Il progetto di bike sharing elettrico VAIMOO, sperimentato per un anno in cinque città della regione – Trani, Altamura, Gravina, Giovinazzo e Molfetta – si avvia verso la conclusione a settembre 2025. Bari, invece, continuerà a farlo correre, forte di un successo che si misura in numeri, apprezzamento e impatto ambientale. Ma proprio mentre crescono domanda e consenso, il rischio è che si spenga il motore della mobilità sostenibile per mancanza di una visione strutturale.
I dati parlano chiaro: nelle città coinvolte sono stati percorsi oltre 2 milioni di chilometri, per un totale di 193mila ore di pedalata, con un risparmio di oltre 300 tonnellate di CO2. Un risultato importante per la qualità dell’aria, ma anche per quella della vita. Testimonianze di cittadini e turisti confermano quanto il servizio sia diventato parte integrante della quotidianità. Non a caso, tutti i sindaci coinvolti hanno espresso la volontà di proseguire, giudicando un eventuale stop come un grave errore.
Eppure, nonostante il successo, nel Piano Triennale dei Servizi di Trasporto 2024–2026 attualmente in discussione tra Regione Puglia e enti locali, non c’è traccia della sharing mobility. Una mancanza in contrasto non solo con la Legge di Stabilità Regionale 2025, che equipara i servizi di sharing a quelli del trasporto pubblico locale, ma anche con la spinta alla mobilità innovativa che arriva dai territori.
La sperimentazione volge al termine
“La fase di sperimentazione è ufficialmente giunta al termine ed è un po’ un peccato – ha commentato Matteo Pertosa, CEO di VAIMOO – Tuttavia, nei prossimi mesi i servizi attivati nelle città coinvolte verranno gradualmente sospesi. Il nostro obiettivo ora è analizzare i dati raccolti per mostrare quanto questo modello abbia inciso positivamente sulla mobilità urbana e sulla vita delle persone. Vogliamo capire se ci siano le condizioni per renderlo un pilastro strutturale del trasporto pubblico locale in Puglia”.
Durante l’evento di presentazione dei dati, è stato anche illustrato un sondaggio ANCI Puglia condotto nei Comuni superiori ai 10mila abitanti: il 98% degli amministratori locali considera il bike sharing una soluzione strategica contro il traffico urbano, a patto che venga integrato con il trasporto pubblico. Il 79,5% suggerisce di ottimizzare le corse TPL per finanziare il servizio, mentre il 95% ne riconosce l’utilità turistica, permettendo una scoperta più lenta e sostenibile dei territori.
“Quella del bike sharing è una frontiera che incide direttamente sulla vita delle persone – ha spiegato Michele Bisceglia, delegato ANCI Puglia per lo Sport e sindaco di Mattinata – Come sindaci siamo in prima linea per trasformare questa buona pratica in una vera abitudine. Non si tratta solo di una questione ambientale, ma anche culturale: promuovere l’uso della bici significa educare, ridurre il traffico, migliorare la vivibilità urbana”.
Un’azienda 100% Made in Italy
A trainare il progetto è VAIMOO, azienda 100% Made in Italy che sviluppa internamente tutta la filiera: dalle eBike alle piattaforme digitali, dall’app mobile alla gestione operativa. Con oltre 10 mila bici elettriche in circolazione in Europa, più di 120.000 utenti attivi e un risparmio stimato di 380 tonnellate di CO2, VAIMOO si è affermata come uno dei player più solidi a livello internazionale nella micromobilità condivisa.
Secondo Fiorenza Pascazio, Presidente di ANCI Puglia e sindaca di Bitetto, questa non è la fine di una sperimentazione, ma l’inizio di una fase decisiva: “La mobilità dolce è ormai un pilastro delle politiche urbane, turistiche e ambientali. Ora serve una visione politica chiara: è il momento di riconoscere i servizi di sharing come parte strutturale del trasporto pubblico, con finanziamenti certi e continuativi. Abbiamo dati, esperienze e buone pratiche: trasformiamoli in scelte operative concrete. ANCI Puglia è pronta a fare la sua parte”.
Il futuro, insomma, è sulle due ruote. Ma serve il coraggio di pedalarci sopra.



