ILVA, arrestato il presidente della Provincia di Taranto

Il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido (nella foto), è stato arrestato dai militari della Guardia di Finanza. Le manette sono scattate a conclusione dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, su presunti favori all’ILVA. Insieme con Florido sono stati trasferiti in carcere  anche l’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva – la delega all’Ambiente è stata assegnata a Giampiero Mancarelli, del Pd, già titolare del Bilancio –  e l’ex dirigente dell’Ilva Girolamo Archinà. L’ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia ha beneficiato dei domiciliari.

Il reato contestato ai quattro dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco è quello di concussione, al termine dell’inchiesta sulle manovre per ottenere l’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale della discarica Mater Gratiae all’interno dello stabilimento, destinata ai rifiuti speciali.

Florido e Conserva per aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’ILVA «in carenza dei requisiti tecnico-giuridici». Archinà, già detenuto dal novembre 2012, è accusato di concorso con i suddetti nello stesso reato.

Gianni Florido, 61 anni, tarantino, laureato in Scienze politiche, sposato e padre di due figlie è stato eletto presidente della Provincia di Taranto nel 2004, sostenuta da Ulivo, Italia dei Valori e Rifondazione comunista.

Lo stesso gip Patrizia Todisco, nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 14 maggio, ha firmato il provvedimento di revoca del sequestro preventivo che dallo scorso novembre “vincolava” oltre un milione e mezzo di tonnellate di prodotti finiti e semilavorati dell’acciaieria. La Consulta, infatti, la scorsa settimana,  ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla magistratura tarantina in relazione alla legge n.231 del 2 dicembre 2012, cosiddetta “salva-Ilva”.

 

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