Greenpeace, presentazione scenari Energy [R]evolution

Oggi, 28 novembre, Greenpeace era presente al Forum QualEnergia di Roma, per presentare la versione italiana dello scenario energetico Energy [R]evolution. Il dossier è realizzato con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e la collaborazione di EREC (European Renewable Energy Council) e GWEC (Global Wind Energy Council).

Energy [R]evolution descrive due possibili scenari futuri per il settore energetico nazionale. Lo scenario di riferimento è una proiezione di come evolverà il settore energetico se si sviluppano gli indirizzi attuali; lo scenario Energy [R]evolution è il percorso concreto per centrare l’obiettivo di decarbonizzare l’economia italiana al 2050. Oggi, ogni italiano emette in media 6,8 tonnellate di CO2 l’anno, che nello scenario di Greenpeace scendono a 0,5 nel 2050.

Nello scenario di riferimento, la domanda di energia primaria dell’Italia (167 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio al 2010), è destinata a rimanere fondamentalmente invariata, raggiungendo i 169 Mtep al 2050. Lo scenario Energy [R]evolution, invece, prevede l’introduzione ed il potenziamento di misure di efficienza energetica su vasta scala. Ciò consentirà di diminuire la domanda di energia , fino a raggiungere i 113 Mtep al 2050: una riduzione di circa il 32 per cento. Il contributo delle fonti rinnovabili alla domanda di energia potrà raggiungere il 43 per cento nel 2030 e oltre l’80 per cento nel 2050.

La ricetta della rivoluzione energetica di Greenpeace è dunque chiara: ridurre i consumi aumentando l’efficienza; abbattere il consumo di fonti fossili (cominciando da quello del carbone); accelerare quello di fonti rinnovabili, facendo crescere la produzione di elettricità pulita che potrà essere utilizzata su larga scala anche per la mobilità. Un futuro energetico di questo tipo permetterà di creare circa 20 mila nuovi posti di lavoro diretti nel 2020 (27 mila in più rispetto allo scenario di riferimento, dove si assiste a una decrescita dei posti di lavoro).

La rivoluzione energetica è un investimento sul nostro futuro. In media, da qui al 2050 – per il solo settore elettrico – si spenderanno 4,1 miliardi di euro in più rispetto allo scenario di riferimento; ma la mancata importazione di fonti fossili (senza considerare i vantaggi ambientali, climatici e sanitari e altro) garantiranno un risparmio medio annuale di 9,5 miliardi di euro.

Greenpeace chiede al governo italiano di sostenere in sede europea l’adozione di tre nuovi obiettivi vincolanti: almeno il 45 per cento di energia finale prodotta da fonti rinnovabili al  2030; almeno il 55 per cento di riduzione delle emissioni interne di gas serra al 2030 rispetto al 1990, secondo un percorso che dovrà portare a riduzioni del 80-95 per cento al 2050; almeno il 40 per cento di riduzione dei consumi attraverso misure di efficienza energetica al 2030 rispetto ai livelli del 2005.

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