
È accaduto durante la festa patronale a Reggio Emilia. Calato uno striscione mentre un gruppo manifestava davanti alla torre. Sono intervenute le forze dell’ordine
Sulla torre di San Prospero a Reggio Emilia, durante i festeggiamenti del Santo Patrono, è apparso un grande striscione bianco con scritto “Clima, agire ora”, un evidente messaggio di denuncia dell’inazione delle istituzioni sulla crisi ecoclimatica. Il messaggio è degli attivisti di Extinction Rebellion, un movimento ambientalista globale fondato nel 2018 nel Regno Unito, con l’obiettivo dichiarato di utilizzare la disobbedienza civile non violenta per costringere l’azione dei governi ad evitare punti critici nel sistema climatico, la perdita di biodiversità e il rischio del collasso sociale ed ecologico.
Gli attivisti, dopo aver fatto calare lo striscione, si sono incatenati all’interno della torre, mentre nella piazza sottostante si sono radunati altri membri del gruppo con musica e cartelli con scritto “Guarda su” e “Giustizia climatica”.
Nel comunicato del gruppo si legge che “le decisioni che vengono prese anche a livello locale, dai Comuni e dalle regioni, riguardo alla gestione del territorio e l’azzeramento delle emissioni climalteranti, hanno un forte impatto su tutto il territorio nazionale. Il consumo di suolo, ad esempio, in Italia continua ad accelerare e i territori italiani non sono più in grado di reggere il peso degli eventi atmosferici estremi provocati dalla crisi climatica, come accaduto con le alluvioni in Emilia Romagna e in Toscana. Reggio Emilia è il secondo Comune della regione per incremento di consumo di suolo nel 2022 e questo trend non accenna a diminuire. Da poco è stata infatti approvata la realizzazione di un nuovo centro commerciale che andrà a compromettere una delle ultime aree verdi che circondano il centro abitato della città.
Con questa iniziativa – continua il comunicato – Extinction Rebellion denuncia la distanza tra la gravità della crisi e l’inadeguatezza dei provvedimenti emanati dalle amministrazioni, locali e nazionali. Il 2023, infatti, è stato l’anno più caldo mai registrato, con temperature globali superiori di 1.4°C rispetto alla media storica. Gli effetti della crisi climatica, ondate di calore, alluvioni e siccità, hanno provocato morti e danni in ogni parte del pianeta. Nonostante questo le politiche di azzeramento delle emissioni sono inadeguate e ci stanno portando verso un aumento delle temperature di 3°C, come sottolinea l’ONU nel suo ultimo rapporto.
Si narra – conclude la nota – che Reggio Emilia sia stata salvata dai barbari grazie a San Prospero che fece calare una provvidenziale nebbia sulla città. Ma dalla crisi ecoclimatica non ci salverà nessun miracolo.”.


