Discarica Tufarelle, ancora un nulla di fatto

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La discarica in contrada Tufarelle (foto Facebook)

Assente ancora una volta la Provincia Bat all’audizione della Commissione Ambiente della Regione. Gli interventi del Procuratore Nitti e dell’Arpa Puglia: condizioni pericolose per la salute. Di Bari: “Non possiamo lasciare sole le comunità”

 

Si torna a parlare della discarica in Contrada Tufarelle, rientrante nel territorio di Canosa (Bat). L’ audizione in V Commissione Ambiente, richiesta dalla consigliera del Movimento 5 stelle Grazia Di Bari in merito all’’autorizzazione concessa dalla Provincia Bat all’ampliamento della discarica, si è conclusa con la richiesta di ulteriori aggiornamenti sanitari.

La richiesta della Di Bari si è resa necessaria dopo le dichiarazioni di alcuni degli intervenuti all’audizione, il Procuratore della Repubblica di Trani Renato Nitti e la dirigente Arpa Bat, Rosaria Petruzzelli. Un’audizione, tra l’altro, che ha registrato per la terza volta l’assenza del presidente della Provincia Bat, Bernardo Lodispoto, che ha motivato la sua assenza con ragioni di opportunità legate all’esistenza di un’indagine in corso. Presenti invece il direttore del Dipartimento Ambiente Garofoli, il Sindaco di Canosa, il Direttore di Arpa Puglia, e i referenti del Comitato No discarica di Canosa, che dal 2017 chiedono la chiusura dell’impianto.

Ma perché la discarica in contrada Tufarelle è al centro di uno scontro tra chi vuole chiuderla e chi invece non solo vuole mantenerla aperta ma addirittura ne propone l’ampliamento?

Tufarelle bomba ecologica

È dal 1992 che la discarica Dupont è operativa, e si trova in un’area non più vasta di 500 metri quadri tra Canosa e Minervino Murge, dove sorgono 4 impianti simili, alcuni dei quali piuttosto pericolosi. È il caso della Cobema, dismessa – ma mai chiusa – nel 2005 per le numerose infiltrazioni nel terreno di percolato a causa del deterioramento del telo che invece avrebbe dovuto garantire l’impermeabilità del suolo.

Dunque un’area ad alto rischio inquinamento, aggravato dal fatto che nella zona confluivano i rifiuti speciali di altre regioni.  Ai primi del 2025 la Provincia Bat autorizza l’ampliamento come sopraelevazione della discarica in contrada Tufarelle per 1 milione di mc, e questo malgrado i comuni di Minervino e Canosa si fossero opposti al provvedimento. È seguito il ricorso al Tar da parte del Comune di Canosa, ricorso che è stato respinto a marzo 2025, dando così il via libera all’ampliamento dell’impianto. All’epoca la consigliera Di Bari pose queste domande: “Com’è possibile la concessione dell’ampliamento da parte della Provincia di una discarica che ha attorno un terreno potenzialmente inquinato? E perché l’Agenzia regionale per l’Ambiente, che in tutte le riunioni della Conferenza di Servizi aveva dato parere negativo, ultimamente ha dato parere positivo? Ci sono dati nuovi di cui nessuno è a conoscenza? ” Di qui la richiesta di una nuova audizione – la terza sul tema – che ha portato nuovi sviluppi.

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Nitti: “Pericolo non solo da Tufarelle”

Il Procuratore della Repubblica di Trani Renato Nitti

Il primo a parlare nell’ultima audizione è stato il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Renato Nitti. Il magistrato ha riferito innanzitutto i dati riguardanti la discarica Cobema, per la quale manca ancora il capping, cioè la copertura dei rifiuti stoccati per assicurare l’assenza di dispersioni. La prima inchiesta, ha riferito Nitti, del 2021, ha riguardato la Cobema ma anche con il subentro di un’altra società le criticità sono rimaste inalterate e nei confronti di questa è in corso un altro procedimento penale, avviato nel 2021. In questo caso – ha spiegato – le ipotesi di reato concernono la incompleta caratterizzazione di suolo, sottosuolo e percolato, accertamento funzionale all’affidamento dei lavori.

I pericoli per la salute

Nitti ha anche fatto riferimento al dato epidemiologico registrato da Arpa nel 2008 nel territorio di Canosa, che ha fatto emergere uno scostamento significativo dai dati medi per mortalità collegata prevalentemente a tumori al fegato. In merito ha richiamato il mutato contesto alla luce della decisione pilota della Corte europea dei diritti dell’uomo, a inizio 2025, in un caso

riguardante la Terra dei Fuochi in Campania, nella quale si stabilì che vi era stata da parte dello Stato italiano una violazione dell’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e una non diligente valutazione dei rischi per la salute. “I dati – ha concluso Nitti – lasciano supporre che in quell’area vi sia una complessità ambientale e sanitaria che potrebbe andare al di là del profilo penale”.

Arpa: perché parere positivo

Dalla dirigente Arpa Bat, Rosaria Petruzzelli, invece, sono venuti dei distinguo precisi. L’Arpa ha espresso parere favorevole all’ampliamento ma – ha chiarito Petruzzelli –solo relativamente al piano di monitoraggio e controllo degli impianti e delle emissioni. Arpa aveva espresso parere negativo nel 2022, motivandolo e suggerendo le modifiche necessarie per giungere all’assenso. Alla luce di tali modifiche il parere è diventato positivo. “Siamo in fase di verifica di ottemperanza”, ha aggiunto Petruzzelli.

Per il dipartimento Ambiente della Regione il direttore Paolo Garofoli ha ripetuto, come in altre occasioni, che la Regione non ha competenza nel procedimento autorizzativo, che era in capo alla Provincia. Il presidente Mazzarano ha sottolineato che  sarebbe stato opportuno registrare la posizione della provincia nell’ambito di un approfondimento che attiene certamente alle competenze dei consiglieri e della Commisisone

Di Bari: “Necessario avere dati aggiornati su impatto sanitario”

La seduta si conclusa con una richiesta di aggiornamento da parte della consigliera Di Bari per poter ascoltare il Dipartimento di prevenzione della Asl in merito ai dati epidemiologici e ai rischi per la salute nonché il presidente della Provincia. A margine dell’audizione, la Consigliera Di Bari ha chiesto un ulteriore aggiornamento dell’audizione con la Asl.

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La consigliera regionale del M5S Grazia Di Bari

“L’audizione oggi dell’Arpa Puglia e del Procuratore della Repubblica di Trani Renato Nitti sulla discarica in contrada Tufarelle ci ha dato la conferma che le preoccupazioni della comunità per la decisione della Provincia Bat di concedere l’autorizzazione alla richiesta di sopralzo di uno degli impianti sono più che fondate. Ricordiamo che in quella zona esiste un concentramento di più impianti nel giro di 500 metri, che hanno compromesso l’intero territorio e continuano a creare pericoli per la salute dei cittadini.  Ho chiesto di riaggiornare l’audizione con la presenza anche del Dipartimento di  Prevenzione della Asl, dal momento che il procuratore ha parlato di uno studio prodotto nel 2008 Arpa Puglia da cui è stato rilevato uno scostamento della mortalità a Canosa, con particolare riferimento al tumore al fegato. Vogliamo avere dati aggiornati sull’impatto sanitario ed è indispensabile approfondire quanto detto oggi”.

E a proposito dell’ennesima assenza della Provincia all’audizione:” La grande assente in commissione continua a essere la Provincia, la cui presenza sarebbe invece fondamentale per capire su quali basi sia stata concessa l’autorizzazione al sopralzo, che è un vero e proprio ampliamento, anche se in verticale. Come si può autorizzare l’ulteriore conferimento di rifiuti? Dobbiamo avere dati certi per poter tutelare i cittadini  e di sicuro la battaglia non si ferma. Sappiamo che la Regione non ha competenze per il rilascio del parere, visto che il procedimento è iniziato con la precedente normativa, ma non possiamo far finta di niente e lasciare sole le comunità”, conclude Di Bari.

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