DDL locazioni turistiche e affitti brevi imprenditoriali: OK della Commissione

Foto di Kelly : https://www.pexels.com/it-it/foto/citta-case-italia-litorale-18929125/

Nuova regolamentazione per la gestione delle strutture turistiche ricettive in Puglia. Una necessità per poter mettere ordine nel settore

 

“Il via libera della IV Commissione consiliare rappresenta un passaggio importante verso l’approvazione di una legge che mette nelle mani dei Comuni turistici uno strumento concreto per governare le trasformazioni legate alla crescita dei flussi turistici, coniugando sviluppo economico, coesione sociale e tutela dell’identità dei territori. Così il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha discusso, tra i vari punti all’ordine del giorno, il disegno di legge “Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifiche alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici)”.

Affidare, quindi, ai Comuni gli strumenti per governare la crescita delle locazioni turistiche, tutelando la residenzialità senza penalizzare uno dei principali motori dell’economia pugliese. È questa la principale innovazione del disegno di legge in materia di locazioni turistiche, approvato a maggioranza dalla IV Commissione consiliare, presieduta da Antonio Tutolo, che introduce una disciplina organica del settore, coordinata con la normativa statale e costruita attorno ai principi di proporzionalità, necessità e non discriminazione.

Il disegno di legge è stato approvato con un emendamento presentato da Antonio Scalera e sottoscritto da Loredana Capone che introduce alla fine della rubrica dell’Articolo 2 la specificazione “in forma imprenditoriale”, escludendo così dalle restrizioni previste dal disegno di legge i piccoli proprietari che integrano il proprio reddito mediante la locazione breve, affittando fino a due unità immobiliari.

Il provvedimento attribuisce ai Comuni a maggiore densità turistica e ai capoluoghi di provincia la possibilità di adottare specifici regolamenti per individuare aree del territorio nelle quali fissare criteri e limiti allo svolgimento delle locazioni turistiche. Le amministrazioni potranno intervenire sulla base delle caratteristiche dei singoli contesti urbani, valutando il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, la disponibilità di alloggi destinati alla locazione ordinaria, la presenza delle strutture ricettive tradizionali e gli effetti del fenomeno sulla qualità della vita dei residenti.

Tra gli strumenti previsti figurano anche la possibilità di fissare limiti numerici alle locazioni turistiche in particolari zone della città, definire un rapporto tra superficie degli immobili e numero massimo degli ospiti e introdurre standard qualitativi relativi all’accessibilità, alle condizioni igienico-sanitarie, al decoro degli immobili e ai servizi offerti. L’applicazione delle eventuali limitazioni dovrà comunque avvenire in maniera graduale, attraverso un regime transitorio che tenga conto delle attività già legittimamente esercitate.

Il disegno di legge introduce inoltre una disciplina amministrativa uniforme distinguendo le attività esercitate in forma imprenditoriale da quelle svolte in forma non imprenditoriale. Per le prime sarà necessaria la presentazione della SCIA, mentre per le seconde viene prevista una Comunicazione di inizio attività (CIA), entrambe in modalità telematica attraverso il SUAP comunale. In tutti i casi dovranno essere attestati i requisiti soggettivi, l’agibilità dell’immobile, la capacità ricettiva e le caratteristiche dell’alloggio, rafforzando così il sistema dei controlli e della tracciabilità.

La riforma consolida anche il ruolo della banca dati regionale e del sistema informativo gestito da Pugliapromozione, attraverso cui saranno trasmesse tutte le comunicazioni relative all’avvio, alla sospensione e alla cessazione delle attività, migliorando il monitoraggio dei flussi turistici e l’attività di vigilanza dei Comuni.

Il disegno di legge interviene infine anche sul sistema dei controlli e delle sanzioni, aggiornando la legge regionale n. 49 del 2017, attribuendo ai Comuni funzioni di vigilanza più puntuali e coordinando la disciplina regionale con le recenti disposizioni statali sul Codice Identificativo Nazionale, oltre ad abrogare norme ormai superate e ricondurre l’intera materia in un unico quadro organico.

L’intervento legislativo nasce dalla profonda trasformazione che il comparto turistico pugliese ha conosciuto negli ultimi anni. Nel 2025 la regione ha superato i 6,6 milioni di arrivi e i 22,7 milioni di presenze, mentre le locazioni turistiche hanno raggiunto quasi 45 mila unità attive, rappresentando circa un quinto degli arrivi turistici regionali. Una crescita che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo economico dei territori ma che, soprattutto nei centri storici e nelle località a più elevata vocazione turistica, ha posto nuove questioni legate alla disponibilità di abitazioni per i residenti, all’aumento dei canoni di locazione, alla tutela del tessuto sociale e al rischio di fenomeni di overtourism.

L’obiettivo dichiarato del provvedimento non è limitare lo sviluppo turistico, ma governarne gli effetti, consentendo alle comunità locali di continuare a beneficiare della crescita del settore senza compromettere il diritto all’abitare, la vivibilità dei centri urbani e la conservazione dell’identità dei territori.

“L’audizione sul disegno di legge in materia di locazioni turistiche ha rappresentato un’importante occasione di confronto con il mondo universitario e le organizzazioni giovanili – ha detto il presidente del Gruppo Misto, Luigi Lobuono – A margine dei lavori ho incontrato personalmente i rappresentanti di Azione Universitaria, Gioventù Nazionale e Forza Italia Giovani, che hanno posto all’attenzione della Commissione le difficoltà che migliaia di studenti fuori sede vivono ogni anno nel trovare un alloggio a costi sostenibili. La crescente diffusione degli affitti brevi, soprattutto nelle città universitarie come Bari, sta infatti riducendo l’offerta di abitazioni e facendo aumentare i canoni di locazione. Ho ascoltato con attenzione le proposte avanzate dai ragazzi, a partire dagli incentivi per i proprietari che scelgono la locazione a lungo termine agli studenti, dal recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato da destinare a residenze universitarie e dal rafforzamento delle politiche per la mobilità studentesca, affinché vivere fuori dai grandi centri non diventi un ostacolo al diritto allo studio.”.

Articoli correlati