Corigliano d’Otranto, la nuova discarica sulla falda torna in bilico

Nel 2009 sono stati rintracciati rifiuti e percolato tra la vecchia (nella foto) e la nuova discarica a Corigliano d'Otranto

Chiusa l’emergenza rifiuti, occorre rinnovare le Autorizzazioni integrate ambientali (Aia). E scatta il turno della discarica in costruzione a Corigliano d’Otranto. L’occasione è ghiotta per far compiere al progetto un passo indietro che scongiuri anche solo il potenziale danno ambientale su cui i più importanti esperti di settore in Puglia hanno più volte allertato, allegando alle proprie denunce i ricorsi amministrativi. Si riaprono dunque le conferenze dei servizi, anche relativamente all’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo.

L’avvio dei lavori per la nuova discarica è stato sancito il 2 agosto scorso dal commissario  per l’emergenza Nichi Vendola. Adesso tutte le carte ritornano al tavolo e il Comune di Corigliano d’Otranto incalza, chiedendo che venga messo in discussione il piano idrogeologico che ha consentito l’avvio ai lavori, sulla base di un apposito studio. Lo studio è l’unico di cui la struttura commissariale ha goduto ed è uno studio di parte, perché realizzato da Cogeam (che sta realizzando la discarica).

Corigliano è la terra dei pozzi e la nuova discarica sorge proprio sulla falda acquifera. Il Forum ambiente e Salute – che al fianco dei Comuni di Corigliano, Zollino, Melpignano, Castrignano dei Greci, continua serrata la battaglia contro la discarica – fece operare nel 2010 una perizia (a cura della  geologa Teodora Stefania Specchia) su quel piano idrogeologico ma ciò che emerse non innescò, tuttavia, la reazione che oggi forse più di qualcuno comincia a esprimere con insistenza. Nella perizia veniva esaminato lo studio idrogeologico redatto da Cogeam, facente parte della documentazione fornita al Commissario straordinario Delegato per l’emergenza rifiuti in Puglia in adempimento alle prescrizione riportate in sede di Via per il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio della discarica di servizio soccorso.

La perizia richiesta dal Forum ambiente e Salute, evidenzia che il sito della discarica risulta "posto a valle dei pozzi di prelievo dell’Acquedotto Pugliese”

La perizia esprimeva anche valutazione in merito alla conformità di quanto asserito nello studio e nel controricorso depositato da Cogeam con lo studio effettuato dal professor Vincenzo Cotecchia (Irpi-Cnr) del giugno 2002.

Il rilievo della geologa fu chiaro e abbastanza inquietante. Nel controricorso di Cogeam, alla pag. 6, si affermava, infatti, che “in data 10.06.2008….l’Organismo tecnico di supporto al commissario delegato esprimeva parere favorevole osservando che gli esiti dello studio idrogeologico consentono una più puntuale definizione della direzione del flusso delle acque…evidenziando come il sito della discarica sia posto a valle dei pozzi di prelievo dell’Acquedotto Pugliese”.

Lo studio del prof. Cotecchia svelava però tutt’altra verità. “Si evince – spiegò la geologa nella perizia – che il flusso delle acque avrebbe tutt’altra direzione, come peraltro”, e paradossalmente, “lo studio Cogeam conferma alle pag 12 e 15”, e che quindi “il sito di discarica si colloca a monte dei pozzi dell’Aqp o tutt’al più sulla stessa curva”, non certo a valle. Una differenza di non poco conto, che oggi torna d’attualità, anche alla luce degli ultimi accadimenti, relativi al ritrovamento di altro percolato proprio nell’area della nuova discarica, tali da procurare l’ennesimo blocco.

 

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