
La birra diventa amica dell’ambiente: viene confezionata in fusti di Pet riciclabile e spillata abbandonando le classiche bombole di Co2. La proposta targata Carlsberg
La birra diventa amica dell’ambiente: viene confezionata in fusti di Pet riciclabile, più leggero dell’acciaio per ridurre gli ingombri durante il trasporto, e spillata abbandonando le classiche bombole di Co2, così da ridurre gli impatti ambientali e migliorare la conservazione del prodotto. Ci ha pensato Carlsberg Italia, terza prioduttrice della bionda bevanda in Italia.

Che sia bruna, rossa o bruna, dunque ormai non importa più. Quello che conta è che sia alla spina, senza l’aggiunta di anidride carbonica e con un ciclo di vita ecologico, “dalla culla alla tomba”. Già perché oggi anche bere una birra può avere un impatto sul pianeta. Lo sanno bene Carlsberg Italia, terza produttrice di birra sul mercato italiano, e Celli Group, azienda italiana dedita alla progettazione e alla produzione d’impianti per la spillatura di bevande e di sistemi di refrigerazione, che dall’ultima edizione della fiera internazionale Ecomondo 2016 rilanciano il loro sistema si spillatura Co2 free.
L’innovazione si chiama DraughtMaster™ Modular 20 e nasce per ridurre l’impatto ambientale della birra alla spina durante le fasi di infustamento, distribuzione e consumo presso il punto vendita. L’impianto di spillatura, privo di bombole di Co2, funziona tramite un modulo di pressione che, senza intaccare la qualità del prodotto, annulla le emissioni di gas serra durante l’erogazione del prodotto.
La qualità ambientale del sistema è garantita e certificata dall’analisi LCA – Life Cycle Assessment, condotta insieme al centro di ricerca Bocconi IEFE – Center of Research on Energy and Environmental Economics and Policy. Lo studio va così ad anticipare quello che l’Unione Europea sta ora sperimentando con la PEF – Product Environmental Footprint e che, entro il prossimo biennio, si tradurrà in un’etichettatura comune in tutti i Paesi UE, contenente le informazioni sull’impronta ambientale dei prodotti di largo consumo lungo tutta la filiera.
Sì al Pet – Per questo la birra diventa eco-friendly a partire dal suo confezionamento fino alla spillatura finale. l fusto DM va a sostituire – strano ma vero – quello tradizionale in acciaio con uno in Pet “usa e getta”, perché è più leggero e meno ingombrante durante il trasporto e non necessita delle operazioni di recupero, rinnovo e lavaggio tipiche dei fusti tradizionali con un conseguente risparmio di acqua, detergenti ed emissioni di Co2. E comunque il Pet di cui è composto il fusto è completamente riciclabile e può essere smaltito dai gestori dei punti vendita attraverso la raccolta differenziata della plastica. Riciclabile al 100% anche l’imballaggio del fusto, realizzato in cartone. Inoltre si è visto che il materiale plastico, rispetto all’acciaio, garantisce una maggiore protezione del contenuto, una maggiore durata del fusto chiuso (9 mesi contro 6 mesi dell’acciaio) ed una più lunga vita utile una volta aperto (31 giorni contro i 4 dell’acciaio).
La spillatura – Entrando nel cuore del processo di spillatura vero e proprio, nel nuovo impianto il fusto è inserito nel modulo a pressione, che permette di spillare la birra grazie ad una semplice compressione d’aria e senza più bombole di Co2. Così facendo vengono ridotte al minimo le perdite di prodotto e assicurato un miglior sapore della birra, non più esposta al contatto con l’anidride carbonica esterna.
Nell’impianto DM la birra viene mantenuta alla temperatura corretta mediante un sistema di raffreddamento che opera direttamente sul fusto, riducendo lo shock termico per la bevanda, che non deve passare attraverso una serpentina di raffreddamento come negli impianti tradizionali.
Bene anche sul fronte della manutenzione, con due operazioni necessarie all’anno, meno delle sei previste per un impianto di tipo tradizionale. Inoltre, l’assenza delle bombole rende l’utilizzo del sistema più semplice e sicuro per il gestore del punto vendita.


