Si è concluso ieri, 12 ottobre, al Parco Natura Viva di Bussolengo il V Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi. Presenti al meeting oltre 200 ospiti fra ricercatori e partner con l’obiettivo di fare il punto su un anno di indagini scientifiche dedicate al benessere animale, in aree protette e in parchi zoologici.
“La conservazione della biodiversità animale è una sfida che l’uomo non deve perdere se vuole vincere la partita contro il cambiamento climatico – così Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del parco, che ha aperto l’incontro -. Il supporto scientifico che un moderno parco zoologico può offrire ad animali estinti o minacciati, fa la differenza tra la scomparsa e la sopravvivenza delle specie. Dovremo diventare sempre di più una banca genetica vivente e un centro di informazione rivolto al grande pubblico”.
Tra gli impegni che il parco ha portato a termine: Acale, un giovane grifone riconsegnato alla natura il 5 settembre scorso e Ulisse ed Enea, due giovani maschi di bisonte europeo, nati al parco e rilasciati in Romania il 17 maggio scorso. Nel futuro dell’ente c’è la Fondazione Arca, “Animal Research and Conservation Action”, alla quale faranno riferimento tutti i progetti di sostegno che il parco ha all’attivo.
Nel 1977, Jane fondò il Jane Goodall Institute per sostenere le ricerche sul campo, i progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente e i progetti di educazione ambientale e interculturale. Il Jane Goodall Institute è una organizzazione non–profit internazionale con uffici in 21Paesi nel mondo tra cui l’Italia.Tra questi la realizzazione del progetto di ricerca “Animal Welfare index” in Sudafrica per il quale il 20 ottobre prossimo partiranno Elena Stagni e Gabriella Fazio, due medici veterinari che lavorano con l’Università di Padova.
“È stato proprio il governo Sudafricano a chiederci aiuto per colmare il vuoto normativo sulle condizioni di benessere di tutti quegli elefanti in Sudafrica che vengono impiegati per intrattenere i turisti con il contatto ravvicinato – ha detto Barbara De Mori, docente di Bioetica e Benessere animale dell’ Università di Padova e Responsabile del Progetto -. Questi animali devono poter vivere in buone condizioni ed è necessario educare i turisti ad una maggiore consapevolezza”.
Ospite d’onore la primatologa, Jane Goodall, candidata al Nobel per la Pace, Messaggero di Pace Onu e Medaglia d’Oro Unesco (leggi l’articolo). “La foresta, habitat naturale degli scimpanzé, viene distrutta ogni giorno di più, irreversibilmente. In Africa la deforestazione ha ridotto le pluviali della fascia equatoriale a frammentate macchie di foresta”, ha detto la scienziata a conclusione del convegno.
“Penso che anche il migliore degli zoo non potrebbe mai essere il luogo ideale per uno scimpanzé, che dovrebbe vivere libero e non minacciato dal pericolo dell’uomo – ha proseguito Goodall -. Ma la deforestazione e la caccia per carne, piaghe per la sopravvivenza di questi animali, impongono di perseguire una strategia di conservazione della specie anche al di fuori del suo ambiente naturale. Come fa questo parco zoologico, dove è evidente che la colonia ospitata è felice: è integrata in modo armonico, è stimolata da attività a loro dedicate e ha spazio sufficiente”.
Goodall, candidata in Italia al titolo di Ufficiale al merito della Repubblica, è entrata nella recinzione degli scimpanzé che ha salutato nel linguaggio animale, tra l’ammirazione dei presenti.
Il WaldrappteamAltro ospite molto atteso il gruppo di ricercatori austriaci Waldrappteam che sta tentando la reintroduzione dell’ibis eremita in Europa (leggi l’articolo), sostenuto in Italia dal Parco Natura Viva. Nella circostanza sono stati consegnati dieci attestati d’adozione di un Ibis alle altrettante scuole che hanno partecipato, nelle scorse settimane, ai programmi didattici sul progetto. Gli ibis Artemide e Granduca Leopoldo sono stati assegnati a Federcaccia e a Federazione Italiana Cacciatori, perché anche il mondo venatorio si faccia portavoce della campagna del Waldrappteam: “Bracconiere, non sparare!”.
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