Api in Università. A Veterinaria progetti di salvaguardia e divulgazione

In occasione della Giornata mondiale delle api, una visita all’apiario sperimentale del dipartimento di Veterinaria dell’Università Aldo Moro. Ce ne parla la prof.ssa Valentina Terio

 

Bari ama le api e le considera alleate preziose per la tutela della biodiversità. Nel capoluogo sono tre le “stazioni” dove i preziosi insetti vengono coccolati, protetti, studiati. Il centro commerciale “Mongolfiera” di Japigia ospita sul suo tetto 4 arnie che accolgono 160mila api curate dall’associazione Facelia, che spesso le scolaresche vanno a visitare per capire i segreti di un sistema sociale evolutissimo come è quello dell’alveare. Sempre a Japigia, la cooperativa sociale Semi di vita ha dato vita da parecchi anni a  Dontbeescared,  un apiario sociale che rappresenta un vero e proprio esperimento di riqualificazione urbana, aperto a visite guidate prenotabili.

E poi c’è un luogo a Bari dove le api vengono anche studiate nei loro comportamenti e “attrezzate” contro le malattie. È l’apiario sperimentale dell’Università Aldo Moro. Con i suoi 25 alveari, offre un importante contributo allo studio delle patologie  e alle funzioni di bioindicatori svolte. Non solo. L’apiario sperimentale ha anche una mieleria consortile, un locale attrezzato per la produzione di miele utilizzato anche di quando in quando dagli apicoltori in autogestione e dagli studenti per la produzione di cera e propoli.

Dell’importanza delle api come indicatori della biodiversità e sentinelle degli ecosistemi abbiamo parlato con Valentina Terio,  professore associato della sezione di sicurezza degli alimenti nel Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro

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Professoressa Terio, perché questa attenzione dell’Università di Bari per le api?

L’apiario sperimentale del Dipartimento di vatarinaria dell’Università “Aldo Moro” di Bari ospita 25 alveari

Le api rappresentano un patrimonio indispensabile per la biodiversità e la tutela degli ecosistemi, svolgendo un ruolo fondamentale per le produzioni agroalimentari. Come responsabile dell’apiario sperimentale del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il mio impegno quotidiano è rivolto proprio alla salvaguardia di questa specie impollinatrice attraverso attività di ricerca, formazione e supporto al territorio.

Come funziona il vostro apiario sperimentale?

Presso il nostro apiario sperimentale studiamo le principali ed emergenti patologie che colpiscono le api e lavoriamo alla sperimentazione di trattamenti innovativi e strategie di gestione basate sulle buone pratiche apistiche, con l’obiettivo di migliorare il benessere degli alveari e favorire una maggiore sostenibilità dell’attività apistica. Accanto alla ricerca scientifica, svolgiamo anche attività di recupero degli sciami sul territorio, in passato anche in collaborazione con AMIU Puglia, contribuendo inoltre alla formazione degli operatori coinvolti in queste operazioni.

Puntare sulla formazione per proteggere le api

Come incrementare la sensibilità, anche degli studiosi, verso il mondo delle api e degli insetti impollinatori?

La prof.ssa Valentina Terio

Un aspetto per me particolarmente importante è la formazione. Da anni dedico grande attenzione alla preparazione dei futuri medici veterinari e degli operatori del settore, attraverso un modulo annuale sulla filiera apistica nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria, corsi ECM rivolti a medici veterinari e tecnici della prevenzione e workshop tematici destinati sia agli apicoltori sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo. Queste attività hanno contribuito a diffondere maggiore consapevolezza sull’importanza della salute delle api e sulla necessità di adottare pratiche corrette per la loro tutela.

Divulgazione per i più giovani

E al di fuori del mondo universitario?

Rivolgiamo grande attenzione alle attività di divulgazione dedicate ai più giovani. Nel corso degli anni abbiamo organizzato incontri, laboratori ed eventi rivolti agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza delle api per l’ambiente e per la produzione alimentare. Attraverso attività pratiche e momenti di confronto, i ragazzi hanno conosciuto da vicino il mondo dell’apicoltura, compreso il ruolo fondamentale degli impollinatori e acquisito maggiore consapevolezza rispetto alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

In conclusione, perché proteggere le api?

Credo che proteggere le api significhi tutelare la biodiversità del nostro territorio e contribuire ad aumentare e migliorare le produzioni agroalimentari. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca scientifica, nella sensibilizzazione e nella collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini, coinvolgendo soprattutto i giovani in un percorso di rispetto e cura dell’ambiente.

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