Amianto, morto lavorando all’ILVA: nessun riconoscimento ai figli

Nessun riconoscimento INAIL ai figli di un elettricista dell’ILVA di Taranto, morto di cancro pleurico per esposizione all’amianto. Il caso è stato seguito da Contramianto. L’associazione difende i diritti di cittadini e lavoratori che, nel corso degli anni, hanno patito e patiscono i danni provocati dall’amianto.

L’operaio tarantino aveva perso la moglie, anch’ella malata di tumore. La legge sull’assicurazione da infortuni e malattie da lavoro estromette i figli maggiorenni e occupati dall’indennizzo. Perciò, l’INAIL ha erogato soltanto un assegno di 2mila euro, per coprire le spese funebri.

Contramianto rivolge un appello a tutti i parlamentari, per cambiare l’articolo 85 del DPR 1124/65 ( Testo Unico per infortuni e malattie professionali).

 

 

 

 

 

 

 

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