Burocrazia: la madre di tutte le battaglie! Anche per la trasparenza e l’ambiente?

Il Presidente del Consiglio durante il suo discorso per la fiducia in Senato

I social network, tra cui Twitter, cambieranno il mondo della comunicazione. L’importante è produrre “non annunci spot, ma visione alta e concretezza da sindaci” dice il cinguettio di Matteo Renzi. Uno degli ultimi è il seguente: “Quella della burocrazia è la madre di tutte le battaglie”. Mi piace, aggiungo io, apprezzando la risposta sintetica al messaggio di attenzione dato a Renzi, che dovrà “scontrarsi con la burocrazia ingessata nel passato”. La comunicazione è così affidata a parole semplici, ma forti e del tutto veritiere, capaci in poche sillabe di delineare l’attuale realtà.

Il tema del cinguettio si collega ad altri già da noi trattati negli scorsi mesi, quale quello della trasparenza, assunta come parola d’ordine in un decreto del marzo scorso. Uno degli indicatori tracciati era la capacità delle Pubbliche Amministrazioni di garantire il rispetto delle regole e di tenerne conto nella valutazione dei risultati raggiunti dalla dirigenza e dalle strutture pubbliche. Se si attuasse ciò la burocrazia collasserebbe con il peso della corruzione ad essa associata: quella corruzione di cui avevamo anche parlato a proposito della legge anticorruzione dello scorso anno e che, insieme al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, doveva rappresentare un altro passo avanti. Avevamo scritto che “l’azione di contrasto e prevenzione della corruzione va fatta attraverso nuove regole a cui la politica e la PA devono soggiacere”. Ben venga allora la nuova “battaglia” di Renzi, perché se rileggo i giudizi di giorni fa della Corte dei Conti, vedo nuove anomalie per colpa di una burocrazia da sconfiggere. 

Se penso ad altri progetti in discussione in questi mesi mi preoccupo della falsa tutela dell’ambiente e del territorio che è associata alla burocrazia: un fallimento pieno, testimoniato non dagli scempi fatti solo dai costruttori, bensì dagli scempi che la burocrazia, con la sua mastodontica macchina, non è riuscita ad evitare ed anzi ha consentito. Come anche mi preoccupo per progetti importanti tenuti fermi dalla macchina che deve autogiustificare solo la sua presenza ed i suoi costi, ma che non tutela il territorio e che anzi blocca importanti iniziative che potrebbero portare lavoro e benessere.

Non si vuole essere sempre critici, si tratta solo di vedere quanto succede intorno a noi: imponenti risorse europee non spese in Italia, finanziamenti per progetti strategici e di sviluppo assegnati nei bilanci dello Stato o di imprese private anni fa ed ora non più attuabili perchè, qualora si riuscissero ad approvare ora, costerebbero il doppio, ovvero dovrebbero farsi non a regola d’arte. Renzi cambi questa burocrazia che esprime solo pareri negativi senza porsi il problema di suggerire cosa fare per rendere possibile l’attuazione delle strategie di sviluppo, magari cambiandole, ma consentendo la traduzione operative delle scelte fatte.

Quale impegnativa battaglia attende Renzi, forse è davvero la principale. Riuscirà il nostro eroe? Certamente sì, se avrà l’appoggio del suo popolo e dei suoi ministri, tra cui il nuovo titolare del dicastero per l’Ambiente.

Al neoministro per l’Ambiente chiediamo nuovi meccanismi di semplificazione delle procedure burocratiche nel settore (Foto Roberto Monaldo)

Ho sempre pensato che il Ministro dovesse essere una persona capace di conoscere i grandi temi dell’ambiente, averli nel cuore per non dimenticarli. Ma nel contempo, conoscendoli, potrebbe essere capace di imporre alla burocrazia dei cambiamenti radicali per poter gestire l’ambiente con grande lungimiranza e far diventare il suo ministero fattore di sviluppo, togliendolo dall’attuale ruolo che lo porta a ingessare lo sviluppo e frenarlo.

Spero che il nuovo Ministro suggerisca nuovi meccanismi di semplificazione delle procedure burocratiche nel settore: io sono convinto che semplificare non significa consentire scempi, quanto fornire scelte vere e decise perché il rispetto dell’ambiente non significhi sic et simpliciter contrasto a qualunque scelta, bensì la volontà di progettare il futuro con consapevolezza e delineare i caratteri nuovi del territorio. Serve una scelta di competenza e volontà. Speriamo che il governo la manifesti in fretta: la gente non può più attendere perché è allo stremo.

 

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