Decreto trasparenza: il cambiamento per un futuro pulito

È arrivato a bordo della Gazzetta Ufficiale del 5 aprile scorso il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013; parola d’ordine: trasparenza. È un decreto che agisce da deterrente contro la corruzione e contro l’illegalità. Forse il più grande deterrente, se c’è qualcosa da nascondere. Ma per misurare l’efficacia di questo Decreto, quando entrerà in azione, bisogna che agisca una serie di indicatori:

– accesso totale alle informazioni dalla rete internet, per verificare quanto la P.A. è veramente trasparente;

– contenuto delle informazioni disponibili, rispetto alle ampie previsioni normative;

– numero di richieste di accesso alle informazioni e dislocazione territoriale delle stesse, indice di quanto il cittadino sia libero e senza paura di esercitare i propri diritti;

– numero di richieste inevase e contenziosi aperti;

Il Decreto - Trasparenza dovrebbe misurare la capacità delle PA di garantire il rispetto delle regole

– capacità delle Pubbliche Amministrazioni di garantire il rispetto delle regole e di tenerne conto nella valutazione dei risultati raggiunti dalla dirigenza e dalle strutture pubbliche.

Avevamo parlato di questi aspetti tempo fa a proposito della legge anticorruzione e, insieme al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, questo Decreto è un altro passo avanti. L’azione di contrasto e prevenzione della corruzione va fatta attraverso nuove regole cui la politica e la PA devono soggiacere. Forse può sembrare ossessivo, ma queste sono le regole: se non si accettano si può sempre uscire dalla PA, sia come politici che come dipendenti. Non si tratta di limitare la propria libertà e la privacy, ma di consentire la libertà degli altri di verificare l’operato di chi gestisce fondi pubblici. D’altronde non si ha nulla da temere se il proprio comportamento è corretto.

Nelle scorse settimana sono state pubblicate molte gare d’appalto per interventi sulle scuole: quali grande conquiste nel vedere risorse spese per una scuola diversa, per istituti scolastici all’avanguardia! Il bando emanato quasi tre anni fa delineava scenari teorici molto belli, con funzionari ministeriali che si sono prodigati per illustrare il nuovo corso. Di lì l’assalto alle richieste di finanziamento: sono stati assegnati più punti, giustamente, ai progetti più evoluti, a quelli esecutivi e a quelli immediatamente cantierabili. Il bando serviva per investire rapidamente, per spendere subito, per far ripartire quella macchina che operasse contro la disoccupazione e costruisse il futuro.

Se guardiamo in queste settimane a quanto avvenuto, spesso dobbiamo vergognarci:fondi pubblici in via preferenziale a quelle amministrazioni che hanno dichiarato la presenza di progetti esecutivi che nella realtà non sono tali, opere immediatamente cantierabili che non lo sono, risorse economiche per gare in cui trionfano i principi della scorrettezza e dell’illegalità.

Se si controllassero i verbali di validazione dei progetti si scoprirebbe palesemente la loro falsità in termini di legge

Dipendenti pubblici o membri delle commissioni di gara a cui si dovrebbe “regalare” non un gettone di presenza, ma “occhiali da vista” perché possano leggere i progetti ed attribuire con correttezza punteggi. Se si controllassero i verbali di validazione dei progetti si scoprirebbe palesemente la loro falsità in termini di legge. Il risultato è che trionfa ancora una volta il messaggio che non serve lavorare bene, sperare che la professionalità paghi, che la correttezza vinca. Il messaggio è ancora una volta che le risorse pubbliche vengono spese male.

Leggendo l’articolo 1 del decreto continuo però ad entusiasmarmi: “La trasparenza e’ intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche“. Grazie Monti e al diavolo tutti i politici.

Attendiamo di vedere pubblicati i progetti iniziali, le graduatorie di finanziamento, i verbali di gara, i risultati delle opere eseguite.

E ancora leggo che la trasparenza “è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino“.

Attendiamo ora di vedere i risultati del Decreto. Un importante indicatore sarà quello della tempestività della PA ad adeguarsi alle previsioni del nuovo Decreto; uno ancora più importante e fondamentale sarà il grado di soddisfazione del cittadini, misurabile attraverso una specifica sezione del proprio sito internet. Venendo al nostro esempio attendiamo di vedere pubblicati i progetti iniziali, le graduatorie di finanziamento, i verbali di gara, i risultati delle opere eseguite.

La vera vittoria del cittadino si avrà con l’accessibilità totale delle informazioni, come sancito in altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, in prima fila con il proprio modello, il Freedom of Information Act.

 

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