Nuovo DPCM: tra rosso e arancione ci resta il Bianco Natale

Coronavirus, conferenza stampa del Presidente Conte Palazzo Chigi, 18/12/2020 - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato in conferenza stampa le nuove misure per il contenimento dell'emergenza da Covid-19. (Fonte: www.governo.it - Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

Le vacanze natalizie divise in due colori, da vivere in solitudine a causa del Covid, ma in regalo ci sarà il vaccino (solo per chi lo vuole)

“Quel lieve tuo candor, neve,

Discende lieto nel mio cuor.

Nella notte santa

Il cuore esulta

D’amor: è Natale ancor!

E viene giù dal ciel, lento,

Un canto che consola il cuor

Che mi dice: spera anche tu

è Natale, non soffrire più. […]”.

Sono le strofe del canto natalizio “Bianco Natale”, tradotto dal paroliere e giornalista Filibello negli anni ’60, della versione italiana di “White Christmas”, scritto dal compositore americano Irving Berlin nel 1940 e cantata nel 1942 da Bing Crosby. Il candore della neve, la purezza, l’amore, il cuore, fino alla speranza, alla consolazione e alla fine delle sofferenze.

Un canto noto a tutti, che forse oggi acquista un significato particolare: per la prima volta, almeno a memoria d’uomo, il Natale, la festa più importante di tutto l’anno, almeno per tutto il mondo occidentale, lo passeremo quasi in solitudine, a causa del Covid, con massimo due invitati. Per qualcuno, probabilmente, potrebbe rappresentare un desiderio espresso e avverato, per molti sarà tristissimo, per tanti potrebbe essere tragico, per alcuni potrebbe essere l’ultimo. È doloroso dirlo, ma ciò nonostante è difficile da mandare giù.

Sarà difficile sicuramente ricordarsi i giorni delle zone rosse e delle zone arancioni, entrambe estese in tutta Italia, difficile ricordarsi le deroghe, difficile accettare alcune chiusure che violano nella nostra tradizione, difficile dover scegliere chi saranno i due fortunati ad essere ospitati durante le feste.

Bianco, Rosso e Arancione

Per chiarezza, ricordiamo anche noi le misure: sono 10 i giorni rossi, ovvero il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021, mentre 4 sono i giorni arancioni, ovvero 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021. Nei giorni rossi si può uscire solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. Resta il coprifuoco. Fino alle 22 le funzioni religiose. Si possono ricevere in casa fino a due persone non conviventi con eventualmente solo i figli minori di 14 anni, o non autosufficienti o disabili. Chiusi centri estetici, bar e ristoranti, aperti invece supermercati, negozi di alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri. Lo sport è consentito nei pressi della propria abitazione in forma individuale. Nei giorni arancioni potremo spostarci esclusivamente all’interno del nostro Comune senza giustificarne il motivo, mentre per i Comuni fino a 5.000 abitanti si possono percorrere fino a 30 km ma non si può raggiungere il capoluogo di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21, ma il coprifuoco resta alle 22. Gli spostamenti saranno giustificati con le autocertificazioni.

Rassicuriamo, però: le forze dell’ordine non verranno a bussare alle nostre case, Conte ha promesso controlli capillari all’esterno, ma se c’è il sospetto di assembramento, saranno i benvenuti.

Questi gli ultimi dettami del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che conferma lo stanziamento sotto forma di ristoro di 645 milioni per bar e ristoranti e, a breve, sarà aumentata la platea degli aiuti. Ma la data più importante è il 27 dicembre, perché parte ufficialmente la vaccinazione anti Covid in Italia, che non sarà obbligatoria, ma sicuramente è consigliata.

Come siamo arrivati qui?

Un Natale difficilissimo, che segnerà profondamente molte persone, questo è innegabile, ma si poteva evitare questa situazione? Probabilmente sì, forse seguendo l’esempio della Cina (che ha adottato la militarizzazione dei ricoveri) o ascoltando solo i medici e non la politica, oppure sarebbe bastato restare chiusi per un’altra manciata di giorni a maggio, finché la circolazione del virus non si fosse fermata da sola. Oppure sarebbe bastato avere un po’ più di responsabilità, frenando i nostri comportamenti che sono poi risultati sbagliati. Chi può dirlo ora, col senno di poi è facile. Ciò che è mancato evidentemente è il buonsenso. Il buonsenso, da un po’ di tempo, non è più di casa e il Covid ce lo ricorda ogni giorno. La politica e i cittadini continuano a sbagliare; perciò non possiamo non aspettarci una terza o addirittura una quarta ondata.

Probabilmente tamponi a tutti gli italiani, una ferrea e mirata quarantena e una vaccinazione obbligatoria per tutti, sarebbero state le scelte migliori per stroncare qualunque azione del virus.

Ma noi non siamo esperti. Gli esperti ci dicono che dobbiamo seguire un altro percorso che, purtroppo, è dettato dalla politica, con le sue dinamiche elettorali e clientelari e le sue posizioni volutamente contrastanti e fuorvianti per mettere in difficoltà le varie parti e fazioni e distrarre così i cittadini e la macchina amministrativa, e non dalla scienza, dai medici e dalla ricerca, che affrontano scientificamente e analiticamente il problema studiandolo nei dettagli fino a trovare la soluzione migliore.

Speriamo di aver imparato tutti qualcosa da questa nefasta vicenda che ci sta segnando profondamente.

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