Spino C, quando la scienza supera la fantasia

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Il nuovo film Jurassic World, erede del cult Jurassic Park, uscirà negli USA il prossimo 12 giugno e mostrerà per la prima volta esemplari di dinosauri acquatici.

«Quella della vita acquatica dei dinosauri non è solo una fantasia cinematografica, ma  una scoperta scientifica che supera anche l’immaginazione degli sceneggiatori», afferma Cristiano Dal Sasso, paleontologo di fama internazionale e curatore scientifico per il Parco Natura Viva di Bussolengo del progetto di rinnovamento dell’Extinction Park, terminato nel 2012. Un percorso di visita unico in Italia, con quattordici modelli iperrealistici, riprodotti scientificamente a grandezza naturale da un team di paleontologi, artisti e modellisti.

«Quando abbiamo progettato l’Extinction Park, avevamo già deciso di realizzare lo Spinosaurus aegyptiacus con un pesce fra gli artigli, come appena uscito dall’acqua dopo la caccia – continua Dal Sasso – Avevamo capito da qualche tempo che novantacinque milioni di anni fa non fossero esistiti solo dinosauri terrestri, ma anche specie predatorie dalla vita semiacquatica. Però, non riuscivamo mai a trovare i giusti elementi per ricomporne completamente lo scheletro. Poi qualche anno fa, grazie ad un ritrovamento avvenuto nel Sahara Marocchino, abbiamo recuperato il pezzo mancante del puzzle: un nuovo esemplare, il più completo mai ritrovato. In due anni di lavoro si è ottenuto un modello digitale in 3d del primo scheletro completo di Spinosauro nella storia della paleontologia, battezzato Spino C».

Fauci da coccodrillo con denti conici, utili a incastrare in un morso letale prede guizzanti. Narici spostate all’indietro, muso dotato di più di 100 sensori simili ad un sonar per intercettare minimi movimenti anche di notte e in acque fangose. Gambe corte e bacino piccolo per nuotare meglio e ossa dei piedi larghe, che ricordano le zampe palmate dei fenicotteri.

«Spinosaurus è stato il più grande predatore di tutti i tempi, superava di due metri il meglio conosciuto Tyrannosaurus rex e pesava quasi 7 tonnellate. Trovò l’estinzione perché sparirono i grandi fiumi che popolava. Ma ora rivive all’Extinction Park del Parco Natura Viva e magari, anche nella vivida fantasia degli sceneggiatori di Hollywood», conclude Cristiano Dal Sasso.

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