FATTI IN ITALIA: il meglio (e il peggio) del Made in Italy

Dumping estero, filiere disorganizzate, imprese sottodimensionate, rapporti difficili con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Ma anche alleanze virtuose tra produttori e consumatori, sistemi di cooperazione tra aziende, investimenti in innovazione e riduzione degli impatti ambientali.

I giornalisti Emanuele Isonio ed Elisabetta Tramonto hanno curato il libro-inchiesta FATTI IN ITALIA (ed. Società Cooperativa Editoriale Etica). Il volume raccoglie e aggiorna i servizi pubblicati, dal 2010 ad oggi, sul mensile di economia sociale e finanza etica VALORI. Ventiquattro capitoli per fotografare lo stato di salute delle più importanti filiere produttive tricolore. Alimentari e non: dal pane all’olio, dal tessile alle calzature.

In ogni capitolo, ampio spazio è dato ad aspetti poco noti, necessari a denunciare storture intollerabili e a enfatizzare best practice che potrebbero aiutare altre realtà produttive a uscire dalla crisi economica. Piccole e grandi storie per salvare il meglio della tradizione agricola e manifatturiera italiana, perché «tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco».

«Le storie e le analisi contenute in FATTI IN ITALIA dimostrano che il nostro Paese può sfidare la crisi se ritrova la fiducia in sé stesso e se scommette su ciò che lo rende unico: ricerca, bellezza, saper fare antico, cultura e green economy», commenta l’onorevole Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che ha curato la prefazione al volume.

Fabio Silva, presidente della Cooperativa Editoriale Etica: «FATTI IN ITALIA nasce con lo scopo di scoprire dove si nasconda il vero Made in Italy, quell’Italia che difende i prodotti d’eccellenza e li trasforma in valore per il territorio, che tutela comparti storici investendo sulle produzioni di qualità. Un dato emerge con chiarezza, il “fare italiano” ha ancora senso e valore. Culturale, sociale, economico. Ed è, per chi lo ha intrapreso, una straordinaria ricetta anti-crisi».

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