Il Tribunale di Taranto ha concluso le indagini preliminari del processo Ambiente Svenduto. Oggi, 30 ottobre, sono stati resi noti i nomi di alcuni indagati, fra cui figurano il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano e l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido.
Obiettivo delle indagini è stabilire le responsabilità di chi avrebbe consentito all’ILVA di evitare o pilotare i controlli ambientali. Secondo gli atti, il presidente della Regione Puglia avrebbe fatto pressioni sul direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, a favore del siderurgico. Emilio e Nicola Riva, proprietari dell’azienda, sono ai domiciliari dal luglio 2012. Per Fabio Riva è stata emessa la custodia cautelare in carcere a novembre, ancora da attuare poiché la procedura di estradizione dall’Inghilterra sta andando per le lunghe.
Il caso, analizzato dal 2009, è arrivato presto ad una svolta nel 2012, con l’incidente probatorio che coinvolge danni alla salute per i cittadini di Taranto, in seguito all’impatto ambientale legato all’operato dell’azienda.
PeaceLink e Fondo Antidiossina plaudono al lavoro dei magistrati tarantini. «Il giudice Giulia Todisco, il Capo Procuratore Franco Sebastio e la Procura di Taranto hanno difeso coraggiosamente la salute e l’ambiente dei tarantini, agendo in contrasto con le logiche di profitto». Le associazioni proseguono la loro attività di informazione presso la Commissione Europea, «affinché la parallela procedura di infrazione europea continui ad andare di pari passo con l’iter giudiziario a Taranto».
Legambiente Puglia ha annunciato di costituirsi parte civile nel processo contro l’ILVA. «L’associazione lo farà in nome e per conto di un popolo inquinato che è stanco di essere ostaggio della propria città».


