Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consente lo sfruttamento di risorse energetiche rinnovabili: gli impianti di solare termico e di trattamento delle biomasse sono utilizzati per portare ad alte temperature una certa quantità d’acqua che, convogliata nelle tubazioni dell’impianto, riscalda gli ambienti.
L’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio (VA) ha sperimentato i vantaggi del teleriscaldamento sugli edifici pubblici, tanto da convincere l’utenza privata a disfarsi delle vecchie caldaie a gas in favore degli scambiatori di calore. Dopo l’ultimazione della centrale in via Marco Polo nel 2009, Agesep, gestore del servizio nel comune lombardo, ha fatto partire i lavori di potenziamento della rete di teleriscaldamento, che porteranno l’infrastruttura a una estensione complessiva di 9 km.
Oltre alla sostenibilità ambientale, un impianto di teleriscaldamento garantisce diversi benefici all’utilizzatore finale: «Sostituendo la caldaia tradizionale con lo scambiatore di calore – spiega la Responsabile Servizio Commerciale Agesep Paola Galeazzi – non ci sono più oneri a carico dell’utente per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, non è più necessario il certificato di prevenzione incendi e si ha una semplificazione nei costi per l’assicurazione avendo rimosso una causa di rischio. Inoltre gli edifici di nuova costruzione che scelgono il teleriscaldamento non dovranno fare uso di fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno del 50% di acqua sanitaria». Si stima che il passaggio dal gasolio al teleriscaldamento porta a risparmi stimati fra il 30 al 40%; nei confronti di un tradizionale riscaldamento a gas, invece, i benefici oscillano complessivamente fra il 5 e il 15% circa, perché molto dipende dalla condizione dell’impianto in uso.


