Spopolamento, Puglia e Basilicata “perdono” abitanti

In aumento i giovani che “fuggono” al Nord o all’estero in cerca di lavoro e di un futuro migliore. E ora anche i medici emigrano in cerca di salari più consistenti. Fino ad ora poche strategie per evitare questa continua “emorragia”

 

Se Atene piange, Sparta non ride. Sia la Basilicata che la Puglia sembrano abbracciate in una stretta dalla quale, man mano che passa il tempo, sembra sempre più difficile uscire. Parliamo dello spopolamento, un fenomeno, in verità, che sta interessando un po’ tutta l’Italia, ma che nelle due regioni meridionali sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.

A mettere il dito nella piaga è stata la Gazzetta del Mezzogiorno, che tempo fa ha pubblicato un’inchiesta sulle due regioni, dimostrando come, dati alla mano, forse è arrivata l’ora di studiare qualche strategia per “trattenere” più abitanti, onde evitare che altri paesi della Puglia e della Basilicata subiscano questo lento ma inesorabile processo di desertificazione del territorio.

Futuro incerto

Foto di Joshua Woroniecki da Pixabay

Le cause sono sempre le stesse: vistoso calo demografico determinato dalla mancanza di figli, visto che se ne fanno sempre meno. A questo bisogna aggiungere la “fuga” di molti giovani in cerca di un avvenire che in Italia non può essere assicurato. Per non parlare, in questi ultimi tempi, anche delle centinaia di medici (qui le cause sono di carattere economico e dei trattamenti retributivi ritenuti molto bassi). Tutti abitanti che fuoriescono dai nostri territori, contribuendo a ridurre il numero della popolazione italiana. La mancanza di lavoro e le incerte prospettive per il futuro, fanno da corollario. Nuovo fenomeno: ora ad andare via (pochi per la verità) sono anche i genitori che emigrano per ricongiungersi con i propri figli che si sono sposati all’estero. E che qui hanno trovato moglie e casa. Una scelta di vita spesso forzata ma necessaria. Un fenomeno, in realtà, che è prerogativa del Sud ma che ora sta interessando anche il Nord.

Fuga dalla Puglia

Le cifre sono inesorabili. In Puglia, secondo il rapporto annuale della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale italiana, sugli italiani nel mondo, fornisce uno spaccato inequivocabile della situazione dell’emigrazione che ha interessato la Puglia. Secondo i dati forniti dalla Fondazione Migrantes, gli abitanti che hanno lasciato il nostro Paese per andare all’estero sono 3382 (1424 donne e 1958 donne), cittadini che interessano la Puglia per l’anno 2022 e che portano il numero dei residenti iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’estero (Aire) a 380mila e 271 persone, cittadini in altre parole che hanno contribuito a “svuotare” la regione. Questo significa che interi paesi o borghi rischiano di essere cancellati dalla cartina geografica, come già accaduto l’anno scorso, quando un borgo è scomparso per effetto della migrazione.

La Basilicata perde continuamente residenti

Stesso discorso per quanto riguarda la Basilicata. In questo caso la popolazione residente complessiva della regione è scesa a 536.515 residenti con una diminuzione di 5677 abitanti in pochi anni. Si calcola che a vivere oltre i confini nazionali sono il 26,4 per cento dei lucani. Secondo gli ultimi dati forniti al primo gennaio risultano 35.515 gli “over 60” che, dai comuni della provincia di Potenza, si sono trasferiti nella maggior parte nei paesi europei.

Medico di famiglia e attrattiva turistica

Ci fermiamo qui con i dati, confermando la continua emorragia che stanno subendo i territori pugliesi anche se – magra consolazione – molti mantengono la residenza per non perdere il proprio medico di famiglia. Le statistiche sono in movimento, man mano che passa il tempo lo spopolamento aumenta. Non sorprende, a questo punto, che in questo scenario si possano determinare situazioni paradossali, come – per citare un solo esempio – in alcuni paesi della Basilicata si stanno vendendo le case al prezzo simbolico di 1 euro per evitare che rimangano vuote e soprattutto per incentivare un aumento della popolazione residente. Ovviamente parliamo di paesi piccoli, già di per sé con poche centinaia di abitanti. Tuttavia in molti, ancora, hanno le valigie pronte: se non ci si darà da fare a trasformare Puglia e Basilicata in regioni più “attrattive” questa emorragia continuerà.

Un altro paradosso è costituito dal fatto che – guarda caso – le due regioni, in questi ultimi anni, esercitano un’attrazione più sui turisti, visto il forte incremento, che sugli abitanti autoctoni. Le attrattive paesaggistiche – e non solo – sono intatte. Ciò che manca sono le prospettive future di crescita. E perché no, la voglia, forse, di credere di più nelle risorse della propria terra. Risorse che non mancano.

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