Schizzano i prezzi di una stanza nelle città universitarie, Bari in vetta con il +59% in sei anni

Vita dura per studenti e lavoratori fuori sede

Lo stesso target responsabile della domanda, ovvero studenti e giovani lavoratori, non ha a disposizione un reddito adeguato a supportare il costo di un affitto

 

citta metropolitana bari
Bari è in vetta alla classifica delle città universitarie italiane che negli ultimi sei anni hanno registrato una crescita maggiore dei canoni di affitto delle stanze

Bari, negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale e con lei anche la sua attrattività. Oggi, il capoluogo pugliese, si trova in vetta alla classifica delle città universitarie italiane che negli ultimi sei anni hanno registrato una crescita maggiore dei canoni di affitto delle stanze. Bari è in testa (+59%) davanti a Cagliari (+58%) e Palermo (+55%). Le crescite più contenute si osservano a Siena e Udine (+12%). Lo evidenzia l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato. «Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato immobiliare – spiega Paolo Giabardo, direttore generale del gruppo – Tuttavia, il settore presenta un elemento di criticità. Ovvero che lo stesso target responsabile della domanda come studenti e giovani lavoratori non dispone di redditi adeguati a supportare il costo di un affitto, contribuendo ad allargare la forbice fra capacità di spesa e canoni richiesti e a rendere in generale il mercato delle stanze poco accessibile».

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Lo studio ha approfondito il tema dell’accesso al mercato immobiliare da parte di studenti e giovani lavoratori, esaminando le variazioni dei prezzi delle stanze singole nella Penisola e in alcune delle più importanti città universitarie del Paese. Le città che in Italia accolgono i dieci mega atenei statali (con oltre 40mila iscritti) hanno visto i prezzi delle stanze singole aumentare, in media, del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026: un valore di 10 punti percentuali più alto rispetto all’incremento dei monolocali nello stesso periodo. I due rialzi più rilevanti si sono verificati a Bari e Palermo. Appena fuori dal podio c’è Torino (+45%), mentre a Roma i prezzi sono saliti del 40%. La variazione meno marcata si registra a Pisa, dove i costi di una stanza singola sono aumentati del 16% in sei anni.

Quanto costa affittare una stanza singola

A fine marzo 2026, è ancora una volta Milano la città più cara per affittare una stanza, con una media di 729 euro al mese. Segue il capoluogo lombardo Firenze, al secondo posto con 625 euro al mese, mentre Roma e Bologna si piazzano in terza e quarta posizione con prezzi molto simili (rispettivamente con 609 e 599 euro al mese). Padova chiude la top 5, anche se, con i suoi 490 euro al mese, resta distante dalle prime quattro città.

All’opposto, invece, Messina e Catania sono le città meno costose per prendere in locazione una singola: per i due capoluoghi siciliani la richiesta media è di 284 euro al mese per entrambe. Solo in questi due casi, infatti, i costi non raggiungono i 300 euro al mese. Il terzo centro meno caro è Perugia, con 300 euro al mese), che precede Palermo (309 euro) e Udine (310 euro).

I grandi e medi atenei statali

stanza studente
Costa più prendere in affitto una stanza che un monolocale

Nelle città italiane che ospitano gli altri importanti atenei statali, gli aumenti dei prezzi delle stanze singole negli ultimi sei anni si attestano al +31%, risultando mediamente meno marcati rispetto a quelli rilevati nelle città dei mega atenei. Spicca il +58% di Cagliari, che precede Messina (+46%) e Genova (+41%), ma in generale non si notano altri incrementi superiori al +40%. Trento e Catania rimangono appena al di sotto, con un +39% in entrambi i casi, mentre Venezia e Perugia crescono entrambe del 35%. Seguono Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). Solo in tre casi gli aumenti sono stati inferiori al +20%, anche se comunque crescite a doppia cifra: a Modena i prezzi di una stanza singola sono saliti del 15% dal 2020, mentre Siena e Udine sono le due città che hanno visto i prezzi aumentare in maniera più contenuta, con un +12% in entrambe le città.

Anche nei centri che ospitano i grandi e medi atenei, comunque, la crescita dei prezzi delle stanze è stata superiore rispetto a quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano il 22% in più.

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