Copernicus: 2024 anno più caldo e il primo sopra 1.5°C

Anomalie annuali della temperatura superficiale globale dell'aria (°C) rispetto al periodo compreso tra il 1850 e il 1900 dal 1940 al 2024. La stima per il 2024 è provvisoria e si basa sui dati da gennaio a ottobre. Fonte dei dati: ERA5. Credit: Copernicus Climate Change Service /ECMWF.

L’allarme degli esperti: ”Necessario aumentare le ambizioni della prossima Conferenza sui cambiamenti climatici, la COP29”. SIMA: ”Rischi seri per tutti gli ecosistemi e per la salute umana”

 

È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato. A dirlo è il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus.

Il Servizio per il cambiamento climatico,  implementato dal centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea, pubblica regolarmente bollettini climatici mensili che riportano i cambiamenti registrati globalmente nella temperatura superficiale dell’aria e marina, nella copertura del ghiaccio marino e nelle variabili idrologiche. Si tratta di dati elaborati grazie a miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo. E sono dati che ogni mese aggiornando sulla situazione climatica del Pianeta, sono sempre più drammatici.

Un ottobre rovente

Ottobre 2024 è stato il secondo mese più caldo a livello globale, dopo ottobre 2023, con una temperatura media dell’aria superficiale di 15.25°C, 0.80°C al di sopra della media del periodo 1991-2020 per ottobre. Non solo. Questo ottobre ha superato di 1.65°C il livello pre-industriale ed è stato il 15° mese in un periodo di 16 mesi in cui la temperatura media globale dell’aria superficiale ha superato di 1.5°C i livelli pre-industriali.

In generale, però, gli ultimi 12 mesi sono stati finora i più caldi dal 1850. I dati forniti da Copernicus parlano di un più  0.74°C rispetto alla media media tra il 1991 e il 2020 e di oltre 1grado e mezzo (per la precisione1.62°C ) al di sopra della media preindustriale compresa tra il 1850 e il 1900.  E il 2024 è stato finora più caldo in media di 0.16°C rispetto allo stesso periodo del 2023.  L’anomalia della temperatura media per il resto del 2024 dovrebbe scendere quasi a zero perché il 2024 non sia l’anno più caldo. Ma ormai è praticamente certo che il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato.

Anomalie mensili della temperatura superficiale dell’aria (°C) rispetto al periodo compreso tra il 1850 e il 1900 dal gennaio 1940 all’ottobre 2024. Il 2024 è indicato con una linea rossa spessa, il 2023 con una linea arancione spessa e tutti gli altri anni con linee grigie sottili. Fonte dei dati: ERA5. Credit: Copernicus Climate Change Service /ECMWF.

Ma l’aumento della temperatura non si fermerà. Dato che il 2023 è stato di 1.48°C al di sopra del livello preindustriale, è altrettanto praticamente certo che la temperatura annuale per il 2024 sarà di oltre 1.5°C al di sopra del livello preindustriale, e probabilmente di oltre 1.55°C.

 Caldo in Europa e nelle altre regioni

A soffrirne particolarmente a ottobre è stata l’Europa, con una temperatura media sulla terraferma di 10.83°C, rendendo il mese il 5° ottobre più caldo mai registrato nel Vecchio Continente. Per la cronaca, comunque, l’ottobre 2022 è stato il più caldo mai registrato, con 1.92°C sopra la media.

Al di fuori dell’Europa, le temperature sono state più alte della media nel Canada settentrionale e ben al di sopra della media negli Stati Uniti centrali e occidentali, nel Tibet settentrionale, in Giappone e in Australia. Notevolmente inferiori alla media, invece, le temperature nella Groenlandia centrale e in Islanda.

Quanto ai mari, ha inciso la presenza massiccia del Nino che ha riscaldato le acque in profondità.

Secondo Samantha Burgess, Vicedirettore del Copernicus Climate Change Service (C3S): “L’aumento della temperatura nel 2024 segna una nuova pietra miliare nei record di temperatura globale e dovrebbe servire da catalizzatore per aumentare le ambizioni della prossima Conferenza sui cambiamenti climatici, la COP29.”

Ghiacci marini a rischio

Il ghiaccio marino artico ha raggiunto la quarta estensione mensile più bassa per ottobre, con un 19% al di sotto della media, in particolare nel Mare di Barents, nell’Arcipelago Canadese e a nord delle Svalbard.

Anche l’Antartide è in sofferenza. Qui l’estensione del ghiaccio marino è stata la seconda più bassa per il mese di ottobre, con l’8% al di sotto della media, dopo l’ottobre 2023 (-11%), continuando una serie di grandi anomalie negative osservate per tutto il 2023 e il 2024.

Tanta pioggia a ottobre

Gli effetti delle forti piogge in Spagna da ottobre: l’alluvione a Valencia (Foto IlMeteo.it)

L’ottobre 2024 ha visto precipitazioni superiori alla media nella Penisola Iberica, in Francia, Italia settentrionale, Norvegia, Svezia settentrionale e ad est del Mar Nero. Il risultato delle forti precipitazioni è sotto gli occhi di tutti, con le gravi inondazioni nella regione di Valencia, in Spagna, con oltre 200 vittime.

Le precipitazioni e l’umidità del suolo sono state inferiori alla media nella maggior parte dell’Europa orientale, in particolare nella Russia occidentale, in Grecia e nella Turchia occidentale.

Condizioni più umide della media sono state osservate nella Cina meridionale e orientale, a Taiwan, in Florida (Stati Uniti), in parti dell’Australia occidentale e nel Brasile meridionale. L’uragano Milton ha toccato terra in Florida meno di due settimane dopo l’uragano Helene.

Condizioni più secche della media sono state osservate invece nella maggior parte degli Stati Uniti, nelle pianure centrali dell’Australia, in gran parte dell’Africa meridionale e del Madagascar e in alcune parti dell’Argentina e del Cile. La siccità in corso negli Stati Uniti sta colpendo un numero record di persone.

 Sima: da surriscaldamento globale effetti diretti su salute umana

Gli effetti collaterali di questo caldo anomalo non sono meno preoccupanti. L’aumento delle temperature ha infatti effetti diretti sulla salute umana, e incrementa il rischio di malattie trasmesse attraverso acqua, cibo, insetti e parassiti. Lo affermano gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), commentando l’allarme lanciato da Copernicus.

Grazie alla maggiore umidità proliferano zecche, zanzare e parassiti che diffondono malattie anche gravi come il virus Zika, la febbre dengue e la malaria

Il surriscaldamento globale altera l’equilibrio di tutti gli ecosistemi minacciando gli elementi essenziali della vita umana come acqua, aria e cibo, e modifica la frequenza e la distribuzione di molte malattie infettive – spiega Sima – L’aumento delle temperature medie crea le condizioni ideali per la trasmissione di molteplici agenti patogeni: grazie alla maggiore umidità proliferano ad esempio zecche, zanzare e parassiti che diffondono malattie anche gravi come il virus Zika, la febbre dengue e la malaria. Ma a crescere è anche il rischio di malattie idrotrasmesse: piogge intense e alluvioni, eventi direttamente connessi al cambiamento climatico, fanno straripare corsi d’acqua e mandano in tilt le reti fognarie, diffondendo tra la popolazione agenti virali quali virus delle epatiti A ed E, Enterovirus, Adenovirus, Norovirus, Rotavirus, contaminando anche la catena alimentare.

E proprio sul fronte del cibo l’innalzamento delle temperature medie incrementa la sopravvivenza delle cisti di protozoi patogeni e i batteri responsabili di alcune sindromi gastroenteriche, anche a causa della contaminazione di alcuni prodotti alimentari, come ad esempio i prodotti ittici.

“A tali fenomeni si associa quello psicologico, che non deve essere sottovalutato – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – E’ stato di recente coniato il termine “solastalgia” per indicare proprio l’angoscia provocata dal drastico cambiamento del clima: gli eventi climatici estremi provocano uno stato di stress e ansia tra i cittadini più vulnerabili che può sfociare in disturbi post-traumatici e addirittura in suicidi”.

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