Zanne di elefante e ricci di mare: le Forze dell’ordine a difesa delle specie protette

zanne avorio
Alcuni oggetti in avorio sequestrati dai carabinieri del nucleo CITES a Parma

Maxisequestro dei Carabinieri Forestali del Nucleo Carabinieri Cites al Mercanteinfiera di Parma: anche una zanna del valore di 15mila euro. A Taranto fine settimana intenso per la Guardia costiera: multe per pesca illegale e sequestro di 200 ricci

 

172 oggetti sequestrati e 11 persone denunciate: è questo il risultato di un’operazione congiunta dei militari del Nucleo Carabinieri Cites di Modena, Bologna e Forlì-Cesena, Roma, e del Nipaaf del Gruppo Carabinieri Forestale di Parma e di Modena, durante un’attività  finalizzata al contrasto del commercio illecito di oggetti in avorio, presso la manifestazione “Mercanteinfiera”,  a Parma.

Il valore del materiale posto sotto sequestro supera i 200mila euro: tra gli oggetti sequestrati uno scettro ecclesiastico intarsiato in vendita a 40.000 euro, marotte da giullare a 15.000 euro, un pettine in avorio lavorato a 4.000 euro, una zanna lavorata a 15mi euro poi numerose sculture in avorio, crocifissi e oggetti di vario genere per valori dai 100 euro a oltre 6.000.

Dagli accertamenti è emerso che i pezzi d’antiquariato sequestrati, derivanti dalle zanne di elefante, sarebbero tutti privi della prescritta documentazione necessaria per la detenzione e la vendita, circostanza che, se provata, integrerebbe gli estremi di un reato per il quale è prevista la pena dell’arresto da 6 mesi a 2 anni con l’ammenda da 15mila a 150mila euro.

L’avorio è protetto dalla Convenzione di Washington e dall’UE

L’avorio, oltre ad essere elemento costitutivo di opere d’arte che possono arrivare a costare anche decine di migliaia di euro, è sottoposto alla tutela della CITES, la Convenzione di Washington che disciplina il commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione la cui messa in vendita senza la prescritta documentazione CITES configura un’ipotesi di reato.

L’Unione Europea ha già norme severe sul commercio dell’avorio ed è impegnata ad intraprendere ulteriori azioni contro il bracconaggio di elefanti ed il traffico di avorio a livello mondiale.

Per garantire che il commercio di avorio nell’UE non contribuisca a queste minacce, nel dicembre 2021 l’UE ha ulteriormente inasprito le proprie norme sul commercio di avorio, prevedendo l’obbligo di certificato Cites per il commercio di tutti gli oggetti in avorio, anche per gli oggetti antecedenti il 1947 che potevano essere commercializzati con una semplice perizia o documentazione che ne attestasse la qualifica di oggetto antico pre-47.

Il traffico illegale del cosiddetto “oro bianco” costituisce attualmente un business importante legato al fenomeno dei bracconieri che, senza scrupoli, uccidono ogni anno un numero considerevole di elefanti portando pericolosamente le specie alla soglia del rischio estinzione. Nonostante la messa al bando internazionale del commercio di avorio, il bracconaggio di elefanti e il traffico di avorio sono ancora un fenomeno rilevante.

Cosa è la CITES

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Una delle reti sequestrate dalla Guardia Costiera di Taranto nelle operazioni del fine settimana

La CITES è entrata in vigore in Italia nel 1980 ed è attualmente applicata da 183 Stati. La Convenzione di Washington rappresenta oggi uno dei più importanti strumenti normativi internazionali per garantire la conservazione della biodiversità del nostro pianeta, rendendo sostenibile il commercio di oltre 35.000 specie tutelate. Compito prioritario per ogni Stato è infatti quello di monitorare e regolamentare   il commercio nazionale ed internazionale di esemplari e prodotti derivati da specie animali e vegetali al fine di scongiurarne l’estinzione, in una situazione già gravemente sfavorevole per gli effetti negativi causati dalle molteplici attività umane e dai cambiamenti climatici che stanno distruggendo gli habitat naturali di numerose specie.

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Tutte le recenti modifiche legislative sono liberamente consultabili direttamente nel sito del Ministero delle Transizione Ecologica.

Controlli a tappeto della Guardia Costiera di Taranto

E senza sosta è anche l’attività di monitoraggio e controllo della Guardia Costiera di Taranto. Nei giorni scorsi, e durante il fine settimana, i militari a bordo delle unità navali dipendenti hanno infatti effettuato diverse operazioni finalizzate al contrasto della pesca abusiva.

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Oltre 200 i ricci sequestrati ad un pescatore illegale

Giovedì 17 marzo, durante la consueta attività di controllo che interessava in particolare il litorale occidentale e l’area portuale, è stato sanzionato co0n una milta di 2mila euroe un peschereccio che esercitava attività in zona vietata, Nell’operazione è stata sequestrata una rete da circuizione della lunghezza di 100 metri.

Venerdì 18 marzo, durante l’attività di pattugliamento che ha interessato il litorale Orientale, la Guardia Costiera ha sanzionato il conduttore di un natante che esercitava l’attività di pesca sportiva illecitamente. Anche in questo caso, multa di 1000 euro e sequestro amministrativo di una rete da posta lunga 90 metri circa. Nell’ambito della stessa attività, è stato0multato con 1000 euro un secondo “pescatore sportivo” al quale sono stati sequestrati oltre 200 esemplari di ricci di mare.

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Ancora sabato 19 marzo, nell’ambito dell’attività di vigilanza lungo il litorale jonico lucano, in località 3^ Madonna del Comune di Scanzano J. (MT), il personale dipendente dell’Ufficio Locale di Policoro ha sottoposto a sequestro amministrativo una rete da posta di superficie lunga 50 mt. circa, armata con galleggianti e lime, elevando contestualmente verbale amministrativo di euro 2.000 nei confronti di un diportista.

 

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