Xylella: visita a sorpresa dell’eurodeputato José Bové nel Salento. Disappunto dei Verdi

José Bové (in primo piano)

La visita dell’eurodeputato José Bové nel Salento, improvvisa e non annunciata – è scrittonel comunicato della Federazione Regionale dei Verdi di Puglia – ha provocato il disappunto degli ambientalisti, preoccupati che, avendo l’eurodeputato interloquito solo con un ristretto gruppo di operatori agricoli, possa aver ricavato un quadro parziale e impreciso della situazione Xylella, tale da indurlo a sostenere interventi pregiudizievoli per il territorio pugliese.

Questa preoccupazione è stata da espressa dai Verdi in una lettera inviata Rebecca Harms, Philippe Lamberts, Reinhard Buetikofer, Monica Frassoni, Paraskevi Tsetsi, José Bové del Gruppo Verde al Parlamento europeo, che viene riportata di seguito integralmente.

Non si può non pensare, in situazioni come questa – è scritto nel comunicato – che un deputato italiano tra i Verdi del Parlamento europeo avrebbe potuto rappresentare le esigenze di salvaguardia della natura e del paesaggio della nostra regione, contro gli interessi di speculatori di ogni genere, meglio di quanto possa fare un deputato eletto in un altro Paese, alle cui istanze egli è chiamato a dare prioritariamente risposta.

«I Verdi di Puglia esprimono il proprio disappunto nell’apprendere che l’eurodeputato sig. Bové ha deciso di compiere una ricognizione negli uliveti del Salento, colpiti da disseccamento, senza sentire il bisogno di incontrarli, per verificare con essi le informazioni in suo possesso. Ha scelto un unico e solo interlocutore, per altro contestato da numerosi gruppi spontanei e associazioni di agricoltori attivi nel settore olivicolo, abbracciando di fatto l’interpretazione ufficiale, rappresentata dal governo nazionale italiano e da quello regionale pugliese, che attribuisce esclusivamente a un non meglio identificato batterio, denominato “Xylella fastidiosa”, la responsabilità del contagio.

Una interpretazione che nasconde numerosi punti oscuri, su cui i Verdi avrebbero avuto molto da dire al signor Bové e su cui sta indagando la Procura di Lecce. Egli sembra aver altresì ignorato il rapporto di Peacelink, ampiamente documentato, che la rappresentante di quella associazione, dott.ssa Antonia Battaglia, ha presentato alla Commissione Europea, dal quale emerge chiaramente che tutte le cause del disseccamento non sono state individuate in modo certo e che, pertanto, una campagna di eradicazioni e trattamenti fitosanitari a tappeto non è confortata dall’evidenza scientifica.

Risultanze confermate in una conferenza stampa tenuta dalla stessa dott.ssa Battaglia, alla presenza della coportavoce dei Verdi europei, Monica Frassoni. Il sospetto che oscuri interessi economici possano nascondersi dietro questa presunta epidemia non è infondato e giustifica comunque un approfondimento da parte del Parlamento europeo, prima che vengano posti in essere interventi irreversibili. In ogni caso ci permettiamo di dire che non è consentito ad un deputato europeo, per di più eletto in altro Paese, assumere decisioni senza aver ascoltato le voci di coloro che, in questa disgraziata vicenda, lottano per la difesa della tipicità della propria agricoltura e per la salvaguardia di un paesaggio che è l’espressione vivente delle proprie radici culturali.

I Verdi italiani, privi di rappresentanza in Europa, a causa di una iniqua legge elettorale nazionale, hanno sempre guardato ai deputati eletti negli altri Paesi come ai portavoce delle proprie istanze e dei propri valori, hanno sempre idealmente affidato ad essi la propria bandiera con una fiducia che, oggi, l’intervento di Bové nel Salento vanifica».

 

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