Xylella, tra fondi bloccati, burocrazia e proposte concrete

Foto di Antonio Garcia Prats da Pixabay

Investiti 300 milioni, spesi la metà, alcuni sono sbloccati. Ma ne arrivano altri per la ricerca. Intanto la politica si inceppa e il batterio avanza

 

Sono circa 40 milioni di euro i fondi non spesi per la rigenerazione olivicola e il reimpianto negli uliveti attaccati dalla Xylella. A denunciarlo è la Coldiretti Puglia dopo che la giunta regionale ha deliberato la variazione di bilancio, che ha previsto l’avanzo di amministrazione vincolato per consentire l’utilizzo dei 14 milioni di euro per il corrente esercizio 2021, che ha una dotazione finanziaria di quasi 28 milioni di euro. A disposizione anche 4 milioni di euro per la salvaguardia degli ulivi secolari e monumentali.

Un dato, questo, che dipende dalle lungaggini burocratiche e dalle procedure farraginose che continuano a rallentare gli interventi, mentre il batterio continua ad espandersi indisturbato.

Alcuni ulivi infetti (foto archivio)

Secondo Coldiretti, dei 300 milioni messi a disposizione dal Decreto Interministeriale del 06/03/2020 per la rigenerazione olivicola della Puglia, ci sono ancora da spendere oltre 100 milioni di euro che, al momento sono stati utilizzati in questo modo: 5 milioni per arare il terreno; soldi agli agricoltori attraverso i Comuni; 20 milioni per la rimozione piante disseccate; 40 milioni per il reimpianto di ulivi su ulivi; 2 milioni e mezzo di assistenza tecnica per colmare la carenza di personale; 120 milioni per il sostegno al reddito dei quali sono stati erogati per ora 80 milioni ma solo agli agricoltori con partita IVA, quindi aziende agricole; 20 milioni per i frantoi danneggiati; 5 milioni di euro per la comunicazione e informazione; 20 milioni per la ricerca e sperimentazione. Inutilizzate le risorse per il contrasto al vettore da destinare agli enti pubblici mentre alle misure per gli innesti degli ulivi monumentali hanno partecipato solo 91 aziende agricole.

Intanto nel Salento da 7 anni non si produce reddito con gli ulivi e si sono persi oltre 5mila posti di lavoro, mentre gli uliveti sono diventati lande desolate.

Nel frattempo, in una riunione congiunta della IV e V Commissione regionale, sono stati portati questi dati per comprendere lo stato della lotta alla Xylella in Puglia e le prossime azioni da intraprendere.

L’insetto “sputacchina”, vettore del batterio della Xylella (foto archivio)

In Commissione, Pasquale Orlando, direttore dell’autorità di gestione del FERS FSE, ha chiarito che non ci sono finanziamenti europei diretti per frenare la Xylella, ma c’è un progetto che riguarda un’area interna del Sud Salento che comprende circa 15 Comuni. Nei Comuni di Specchia, Miggiano e Montesano, sono previsti un milione di euro di investimento con l’obiettivo di sperimentare interventi sul paesaggio rurale e ambientale di una parte del territorio colpito dalla Xylella per promuovere interventi di forestazione e sperimentare modelli di riqualificazione dei paesaggi.

In Commissione, il consigliere regionale Fabiano Amati ha sollevato il problema dei prodotti Nuovolivo e Nutrixgold. Sono stati presentati dalle aziende come fitofarmaci miracolosi ma «i tecnici dell’Assessorato regionale all’Agricoltura hanno riferito che non c’è prova scientifica di efficacia sull’essiccamento da patologie allo stato incurabili, compresa ovviamente la Xylella. Spero che il Comune di Lecce revochi l’autorizzazione a usare il suo logo e l’Università di Bari diffidi all’utilizzo del proprio». Tale richiesta nasce dal fatto che in piazza Sant’Oronzo a Lecce è il corso una sperimentazione con questi fitofarmaci che aiuterebbero le piante a raggiungere un equilibrio. Il Dipartimento Agricoltura valuterà con gli studi legali gli eventuali presupposti di pubblicità ingannevole. Ci sono comunque alcuni studi americani e spagnoli che utilizzano alcuni virus che si nutrono del batterio, ma bisogna attendere gli esiti della sperimentazione e i risultati sul campo.

Mandorli ‘resilienti’ a Xylella a Lecce (foto archivio)

Si attendono invece con ansia i risultati del programma “Rigenerazione Sostenibile” del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DJAS) approvato dal Mipaaf, che seguirà 3 progetti per un totale di 130 milioni di euro da spendere nei prossimi due anni. Il piano prevede la messa in rete di tutto il sistema della conoscenza scientifica della Puglia, tra cui Università del Salento, Istituto Agronomico Mediterraneo, il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, il Centro Nazionale Ricerche, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari. Si tratta di un finanziamento, che si aggiunge ai 300 milioni di euro, superiore a 31,5 milioni di euro, che sostiene un piano di investimenti complessivo di quasi 50 milioni di euro che vede coinvolti i territori di Lecce, Brindisi e Taranto.

Contestualmente, il consigliere regionale  Antonio Gabellone chiede in Commissione una task force che sblocchi il territorio salentino sottoposto a vincolo paesaggistico colpito per il 40% dalla Xylella: in queste aree è ammesso il reimpianto da ulivo ad ulivo ma non da ulivo ad altra specie.

Intanto l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia ha inaugurato un sistema per monitorare il territorio e sorvegliare il batterio, disponibile sul sito web emergenzaxylella.it.

La lotta alla Xylella sta diventando sempre più un paradosso insormontabile che non intende sciogliersi.

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