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Xylella, Silletti ripensa il Piano: meno pesticidi

Un ulivo abbattuto perché colpito dal batterio della Xylella

In merito alle ordinanze con cui il Tar Lazio ha accolto – il 7 maggio scorso – le richieste di sospensiva avanzate da ventisei aziende biologiche e ventisei vivaisti del Leccese contro le misure di contenimento del batterio Xylella fastidiosa, responsabile del disseccamento degli ulivi in Puglia, il commissario delegato Giuseppe Silletti ha inviato una nota con la quale fa sapere che «insieme con il personale della Regione sto predisponendo il nuovo Piano che dovrà recepire le ultime decisioni dell’Unione Europea».

Il commissario si ritiene soddisfatto della decisione del Consiglio di Stato in risposta al ricorso presentato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e dal Dipartimento della Protezione Civile che chiedevano l’annullamento della sospensiva del piano disposto dal Tar del Lazio su richiesta delle aziende biologiche e dei vivai salentini. Resta, infatti, sospesa l’ordinanza di abbattimento coatto degli ulivi ritenuti colpiti dal batterio killer.

Palazzo Spada – sede del Consiglio di Stato – sabato 16 maggio ha comunicato che “L’ordinanza cautelare appellata ha disposto la sospensione degli atti impugnati, nei limiti dell’interesse dei ricorrenti, e non esclude, pertanto, la prosecuzione delle ulteriori azioni, rispetto all’abbattimento degli ulivi malati, oggetto del Piano di interventi del Commissario delegato per fronteggiare il rischio fitosanitario per la Xylella nel territorio della Regione Puglia”.

Grazie all’ordinanza, gran parte delle attività previste dal Piano, come erpicatura, aratura, eliminazione sterpaglie ecc., potranno riprendere. Il commissario Silletti pone l’accento sulle delle buone pratiche agricole che hanno dato ottimi risultati nei campi oltre a risarcimenti di tipo economico per gli agricoltori che dovranno eradicare le piante di ulivo ritenute colpite dal “Complesso del disseccamento rapido”.

«Credo sia indispensabile che i tagli vengano effettuati dagli stessi agricoltori – conclude Silletti -, così come obbligatoriamente previsto per questo genere di patologie fitosanitarie e, nel caso specifico, come deciso dalla Commissione Europea. Voglio precisare, inoltre, che non verrà effettuato un uso massiccio di pesticidi sui terreni agricoli, come ho letto in questi giorni, proprio perché l’aratura dei campi ha diminuito la presenza del vettore sui terreni di circa il 90 per cento».

La questione, comunque, resta sospesa fino al 4 giugno prossimo, perché “deve essere approfondita, per le sue rilevanti implicazioni in fatto e in diritto”, spiega il Consiglio di Stato. Secondo i giudici che hanno confermato lo stop, infatti, “la sospensione con decreto monocratico dell’ordinanza appellata determinerebbe, fra l’altro, l’attuazione del programma di abbattimento degli ulivi malati o sospettati di esserlo, con effetti irreversibili, che si determinerebbero ancora prima della definizione in sede collegiale della fase cautelare del giudizio”.

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