Xylella, nuova indagine parlamentare (con o senza Salento?)

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La Xylella fastidiosa ha compromesso quasi il 50% dell’olivicoltura pugliese e ora, dice Cia Puglia, minaccia il resto

 

L’intervento del sottosegretario La Pietra a Bitonto (Ph Cia Puglia)

Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto ho trovato una situazione drammatica. Ma – ha detto il sottosegretario all’agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste Patrizio Giacomo La Pietra a olivicoltori e frantoiani di tutta la regione convocati da Cia-Agricoltori Italiani di Puglia e Italia Olivicola – non possiamo più parlare di emergenza, sono passati 10 anni: occorre risolvere strutturalmente il problema Xylella. Il Governo deve intervenire. Parlerò col ministro Lollobrigida e spero di potervi dare risposte nel più breve tempo possibile. Il problema non è solo sulle risorse, ma anche sul come vengono utilizzate”.

Nell’incontro di Bitonto Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha anticipato la volontà di incardinare, proprio in Commissione, un’indagine conoscitiva sull’attuale situazione per affrontare anche le difficoltà di avanzamento di azioni, ristori e fondi previsti e stanziati nell’ambito del Piano di Rigenerazione Olivicola.

Ampliare l’indagine parlamentare in Salento

“A breve prenderà avvio un’indagine conoscitiva sull’emergenza Xylella presso la Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Dalla bozza di programma attualmente in discussione, l’oggetto d’indagine è limitato ad un approfondimento dello stato di attuazione delle misure di contenimento e di eradicazione, e alle relative criticità, nei territori del Sud barese, senza nulla prevedere per il territorio del Salento che ha visto compromesso negli ultimi dieci anni la quasi totalità del patrimonio olivicolo.

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Per questo motivo, chiederò – ha detto il deputato di Forza Italia Andrea Caroppo – di estendere l’indagine conoscitiva allo stato di attuazione del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del 2020, anche al fine di valutarne eventuali correzioni e aggiornamenti alla luce dell’evoluzione degli ultimi anni. Le province di Lecce e Brindisi – continua il deputato – scontano ancor oggi i danni economici, ambientali e paesaggistici derivanti da una gestione fallimentare dell’emergenza Xylella, e gli olivicoltori attendono da oltre tre anni di ricevere le risorse per il reimpianto degli ulivi stanziate dal Governo nazionale ma che sono ancora bloccate nelle casse della Regione Puglia a causa di lungaggini burocratiche”.

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La precedente indagine conoscitiva sul fenomeno legato al diffondersi del batterio della Xylella Fastidiosa era stato sviluppata dalla XIII Commissione Agricoltura della Camera. I lavori erano terminati il 21 febbraio 2019 con un documento conclusivo.

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Era emersa la drammaticità della situazione su un’area che, nel corso dell’indagine, copriva un’estensione di circa 750 mila ettari di superficie, a fronte degli 8mila originariamente interessati dal fenomeno. “Il contagio partito dalla provincia di Lecce – diceva la commissione – ha coperto gran parte della provincia di Brindisi, essendosi esteso, dapprima, a quella di Taranto ed avendo, poi, raggiunto, all’inizio del 2018, i confini della provincia di Bari.

Il rilevamento di focolai di Xylella fastidiosa in punti diversi della zona cuscinetto ha, quindi, reso necessaria una nuova demarcazione della zona infetta e una nuova delimitazione delle aree oggetto di misure di contenimento, con uno spostamento di circa 20 chilometri verso nord dei confini della zona infetta, della zona di contenimento (che comprende i primi 20 chilometri della zona infetta adiacente alla zona cuscinetto) e della zona cuscinetto. Successivamente, vi è stata la notizia del ritrovamento di una pianta infetta in un’area ricadente nel comune di Monopoli”.

In quell’occasione era emersa, inoltre, la necessità di snellire le procedure per l’abbattimento delle piante infette. La Commissione aveva ritenuto che, nella zona cuscinetto e nella zona di contenimento, gli interventi di eradicazione e di rimozione delle piante infette – necessari al fine di eliminare le fonti di inoculo del vettore – dovessero essere effettuati con tempestività. Per questo, reputava che si dovesse giungere rapidamente alla definizione di una normativa – di carattere emergenziale – che consentisse di “dare tempestiva attuazione alle misure fitosanitarie e di semplificare le procedure istruttorie prodromiche all’abbattimento e alla rimozione delle piante infette che ricadano in aree soggette a vincolo ambientale o siano ulivi secolari”.

22 milioni di piante ‘bruciate’ dalla Xylella

La Xylella si stima abbia già disseccato milioni di alberi e causato danni per 2 miliardi di euro in 10 anni di emergenza.

Gennaro Sicolo, presidente Cia Puglia (Ph Cia Puglia)

“Ciò che è successo nel sud della Puglia è spaventoso, in 10 anni si è passati da un’area di 25mila ettari colpita dal batterio agli attuali 750mila ettari, con 22 milioni di piante d’olivo completamente ‘bruciate’ dalla Xylella, che avanza 10 chilometri l’anno. O riusciamo a fermarla oppure vedremo azzerare la nostra olivicoltura e, con essa, un’intera economia.

La seconda ipotesi non è accettabile -ha detto Gennaro Sicolo, leader di Italia Olivicola e presidente regionale Cia Puglia- per questo occorre una svolta, ed è necessario attivarla subito, con azioni concrete e un’accelerazione decisiva. Se facciamo passare ancora del tempo, non avremo più un settore olivicolo”.

Nei giorni scorsi in Consiglio regionale della Puglia è stata depositata una proposta di legge per accertare nel giro di un anno eventuali responsabilità politico-amministrative nel contenimento del batterio Xylella fastidiosa.

“La Puglia ha il diritto di sapere chi ha lavorato a favore, facendo di tutto per applicare le misure di contenimento, e chi ha remato contro rendendosi complice del negazionismo e quindi della strage degli ulivi” hanno dichiarato il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge, e i consiglieri Sergio Clemente Ruggiero Mennea. “È questo un argomento estremamente controverso, purtroppo foriero della distruzione di molta parte del paesaggio ulivetato pugliese, che sin dal 2013 ha contrapposto i sostenitori della prova scientifica ai negazionisti, con le motivazioni più varie. Tale contrapposizione ha purtroppo prodotto gravi ritardi nell’attività di contenimento del batterio e di distruzione della popolazione dell’insetto vettore”.

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Le misure finanziarie nazionali

Nel decreto di ripartizione in capitoli del bilancio dello Stato 2021-2023 risultano – nello stato di previsione del MIPAAF – i seguenti stanziamenti:

  • Contributi per i contratti di distretto nei territori danneggiati dal batterio della Xylella: 7 milioni di euro per il 2021, 7 milioni di euro per il 2022 e 5 milioni di euro per il 2023;
  • Fondo per la realizzazione di un piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: 150 milioni di euro per il 2021;
  • Contributi al settore olivicolo per il reimpianto con piante tolleranti o resistenti al batterio Xylella fastidiosa: 2 milioni di euro per il 2021.

In precedenza, il decreto-legge n. 27 del 2019, Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2019) aveva previsto:

– 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per l’adozione di un Piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia nelle zone che sono risultate infette ,che è stato poi adottato con il decreto ministeriale 6 marzo 2020;

– 20 milioni di euro per il 2019 sul Fondo di solidarietà nazionale, a favore delle imprese agricole ubicate nella regione Puglia che hanno subìto danni dalle gelate verificatesi nel 2018;

– 8 milioni di euro per il 2019 come riconoscimento di un contributo in conto capitale ai frantoi oleari, comprese le cooperative di trasformazione nel settore oleario, ubicati nei territori della regione Puglia che, a causa delle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018, hanno interrotto l’attività molitoria e hanno subìto un decremento del fatturato;

– 5 milioni di euro per il 2019 per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore olivicolo-oleario.

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Successivamente, erano stati adottati:

  • il decreto 15 maggio 2020, “Disposizioni urgenti in materia di interventi compensativi in favore dei frantoi oleari”
  • il decreto 16 settembre 2020, “Criteri e modalità di concessione dei contributi in favore dei proprietari, detentori o possessori di terreni in cui ricadono olivi monumentali censiti, per interventi contro Xylella fastidiosa in applicazione del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia”.
  • il decreto ministeriale 6 giugno 2019, che definisce le aree del territorio italiano indenni dalla Xylella fastidiosa.
  •  il decreto ministeriale 23 giugno 2020, “Individuazione dei criteri, priorità e procedure di attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 9 del decreto 6 marzo 2020, per la concessione di contributi compensativi del Fondo di solidarietà nazionale fino ad un massimo di tre esercizi a favore delle imprese agricole colpite dall’infezione Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia” e il decreto ministeriale 16 settembre 2020, “Criteri e modalità di concessione dei contributi in favore dei proprietari, detentori o possessori di terreni in cui ricadono olivi monumentali censiti, per interventi contro Xylella fastidiosa in applicazione del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia”.
  • il decreto ministeriale 4 agosto 2021, “Dichiarazione dell’esistenza del carattere di eccezionalità dei danni causati da organismi nocivi (Xylella fastidiosa) nei territori della Regione Puglia dal 1º gennaio 2020 al 31 dicembre 2020″.
  • il decreto ministeriale 28 maggio 2021, “Disposizioni urgenti concernenti il sostegno accoppiato per l’olio d’oliva sulle superfici olivicole nelle zone delimitate dalle Autorità competenti divenute improduttive a causa della diffusione del batterio Xylella fastidiosa: deroga al decreto 7 giugno 2018” ,
  • il decreto 26 maggio 2022 ” Disposizioni urgenti in materia di interventi compensativi in favore dei frantoi oleari. Campagna di commercializzazione 2020-2021″ e il decreto n. 207631 del 9 maggio 2022 Criteri e procedure per la concessione di contributi per potenziare le azioni di ricerca e sperimentazione dirette alla lotta e al contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa.

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