Xylella: in pericolo anche il biologico

Tanta confusione tra fake news e varietà più o meno resistenti, ma la Xylella sta danneggiando anche il biologico.

xylella ulivo
La sputacchina, l’insetto vettore della Xylella

C’è nuovamente tanta confusione sulla questione Xylella. Gli olivicoltori sono in attesa di risposte, la ricerca non ha dato ancora una soluzione definitiva, la politica è confusa ed ad ogni suo intervento aumenta l’entropia. Insomma, non si capisce come risolvere l’emergenza Xylella, ma nel frattempo si spendono fondi per cercare una soluzione che fino ad ora nessuno ha trovato.

In questo marasma, non mancano le fake news che gridano a soluzioni incredibili, prive di ogni base scientifica, ma che aumentano in maniera esponenziale il disordine e la confusione sulla vicenda.

Proviamo a fare ordine.

ulivi rischio xylella piana degli ulivi Monopoli
La Piana degli ulivi a Monopoli rientra nella nuova fascia di quarantena decisa dall’UE

La Coldiretti esprime soddisfazione per la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ratificato così il Decreto Emergenze, che dovrebbe dare una “boccata d’ossigeno” al comparto. «Ora occorre un deciso cambio di passo – commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – per sostenere gli agricoltori colpiti dell’area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all’individuazione di varietà resistenti come il Leccino».

Nel Decreto Emergenze sono state inserite misure di semplificazione per l’espianto volontario di ulivi malati e per la movimentazione delle piante specificate all’interno dell’area infetta, l’anticipazione della PAC, il contributo ad aziende olivicole e frantoi, che nell’ultima campagna olivicola hanno subito gravi danni a causa delle gelate, e prime risorse per il comparto agrumicolo.

«Determinante il piano per la rigenerazione dell’olivicoltura nella zona infetta da Xylella – continua la Coldiretti – con l’istituzione di un fondo per la realizzazione di un Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del Salento, con una dotazione pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in stretta correlazione con il Piano Centinaio, approvato in Conferenza Stato – Regioni il 13 febbraio scorso.

Desta stupore, invece, la scelta dell’Ufficio Sicurezza e regolamentazione dei Prodotti Fitosanitari della Direzione Generale per l’igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione del Ministero della Salute che ha autorizzato l’utilizzo del fitosanitario PREV-AM PLUS alle aziende olivicole biologiche per combattere la sputacchina. La sperimentazione è partita il 21 maggio e durerà 120 giorni. Soddisfatto il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) per la deroga ministeriale, ma evidentemente queste aziende non sono più da considerarsi “biologiche”.

Sempre L’Abbate, critica invece il “Caso Caramanna”. A fine 2018 era stato segnalato un arbusto colpito da Xylella nell’agro di Monopoli. Ulteriori esami ora hanno smentito l’infezione. Il deputato pentastellato ha chiesto al governatore Michele Emiliano di fare chiarezza «su ciò che è accaduto: c’è chi afferma che si sia trattato di un errore di laboratorio, chi invece insinua addirittura di scambi di campioni, chi ancora di un problema di geolocalizzazione della pianta che è stata scambiata con un’altra. Senza una versione ufficiale, tutti si sentono in dovere di credere a ciò che vogliono».

Intanto, esperti e imprenditori continuano a cercare le varietà di olivo capaci di resistere all’attacco della Xylella. Come si sa, sono resistenti all’infezione le varietà Leccino e FS17 Favolosa.

L’imprenditore Giorgio Greco pare che abbia nel suo campo un pianta della varietà Ogliarola Barese che non è stata attaccata dal batterio. Nella sua tenuta “La scelta” a Nardò, dove combatte il batterio con metodi naturali, ha piantato 34 ulivi. Dopo 6 anni dai primi segni di Xylella/CoDiRo, sono stati attaccati 25 alberi della varietà Ogliarola di Lecce e 8 alberi della varietà Cellina di Nardò. L’unico salvo è quello della varietà Ogliarola Barese. La notizia sconcerta, ovviamente, perché tale varietà è presente dove sono in corso le infezioni nel brindisino e nel barese. A questo punto sono necessari controlli approfonditi da parte degli organi competenti.

Al momento, dobbiamo attendere i risultati delle ricerche di Giovanni Melcarne, imprenditore olivicolo, agronomo e presidente del consorzio Dop Terra D’Otranto, che in collaborazione con il CNR sta eseguendo diversi test ed impianti. Per avere soluzioni concrete bisognerà attendere qualche anno.

 

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