Xylella fastidiosa: Neverending Story

Il ricorso presentato da alcuni agricoltori al T.A.R. Puglia era finalizzato a far annullare le determinazioni dell’osservatorio fitosanitario della Regione Puglia del 2017 che imponevano l’estirpazione delle piante (nella foto, espianto di ulivi a Monopoli)

Ordinanza equilibrata del TAR Puglia su un ricorso di alcuni agricoltori contro l’eradicamento degli ulivi infetti

 

di Alma Tarantino*

Torna alla ribalta la questione della lotta per il contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione a marzo della sentenza resa dal T.A.R. Puglia Bari, che respingeva il ricorso presentato da alcuni proprietari di fondi sui quali insistevano piante di ulivo infette dal batterio. Il ricorso era finalizzato ad annullare le determinazioni dell’osservatorio fitosanitario della Regione Puglia del 2017 che imponevano l’estirpazione delle piante succitate.

Il fatto

I giudici amministrativi, con una serie di recenti ordinanze (del maggio 2022), hanno accolto le istanze presentate da alcuni proprietari di alberi di ulivo monumentali di sospensione cautelare dei provvedimenti con i quali la Regione Puglia, ha prescritto “misure fitosanitarie per il contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa” attraverso l’estirpazione degli alberi da attuare entro 30 giugno 2022.

Alla base della richiesta formulata al T.A.R. dai ricorrenti di valutare urgentemente la lesività dei provvedimenti impugnati (atti del 2021/22), vi è – quindi a dire dei proprietari- il presupposto della erronea applicazione della normativa di settore nella parte in cui la Regione ha ritenuto di individuare, quale “misura unica di contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa, l’eradicazione delle piante infette precludendo, altresì, al privato la possibilità di avviare studi di carattere sperimentale intesi alla individuazione di misure fitosanitarie alternative”.

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Un ulivo colpito nel Salento dalla Xylella

La drasticità della misura di abbattimento contestata, unitamente alla- sia pur in tal fase d’urgenza- sommaria valutazione delle pretese dei proprietari, hanno determinato il T.A.R. ad individuare un punto di equilibrio tra le opposte esigenze della eradicazione -da un lato – degli ulivi e della tutela degli stessi -dall’altro-; ciò nella praticabilità di misure fitosanitarie alternative (che la stessa Regione Puglia aveva riconosciuto potersi praticare nei confronti di una serie di proprietari), agli ulivi monumentali (già tutelati dalla Legge Reg. n. 4/2017) entro la data fatidica del 30 giugno.

Precisa inoltre il T.A.R. che l’accoglimento della istanza dei ricorrenti deve esser subordinata alla concreta attuazione delle misure alternative all’abbattimento entro la data prescritta, ovvero specificando che in particolare i ricorrenti dovranno procedere alla capitozzatura delle branche principali, all’innesto di cultivar resistenti e al monitoraggio del vettore, così come già indicato chiaramente dalla Regione Puglia.

In sintesi: c’è un’alternativa? Ci vuole prudenza

Orbene, la vicenda è articolata e complessa tanto più in quanto nella stessa vanno a confluire aspetti di alta tecnicità scientifica, le risultanze dell’esperienza degli addetti ai lavori sul campo data dal succedersi e sovrapporsi degli eventi, nonché la questione della tutela dei diritti dei proprietari degli ulivi monumentali tutelati dalle norme statali e regionali esistenti.

Di qui fino ad ora il prudente apprezzamento del T.A.R. in merito all’abbattimento come misura ultimativa a cui ricorrere con cautela.

Ciò detto, a parere della scrivente, vi è che la vicinanza temporale delle pronunce richiamate (ovvero della sentenza del TAR Puglia Bari del marzo 2022 su un ricorso presentato nel 2017 e delle ordinanze del maggio 2022 su ricorso presentato nel 2022) non deve però creare erroneo convincimento del “diritto e rovescio” della questione. Cioè va chiarito che i due provvedimenti sono distinti.

E ciò sia pur solo considerando in primis che gli atti oggetto di contestazione non sono i medesimi per entrambi i provvedimenti giurisdizionali; e non del tutto coincidenti neppure i motivi di contestazione degli stessi; in secundis del mutato contesto temporale di riferimento e del contesto sperimentale di cui trattasi che ha visto, in questo ultimo caso, l’emanazione di pronunce provvisorie/ ordinanze in sede cautelare (o istruttoria), e non di sentenze che abbiano affrontato la vicenda nel merito e con cognizione piena.

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Se entro il 30 giugno le misure fitosanitarie invocate dagli agricoltori risulteranno inefficaci, gli ulivi infetti dovranno essere espiantati

In ambito giuridico, il principio di proporzionalità e di precauzione esigono in genere, innanzitutto, di verificare se le misure siano idonee (ossia in grado di) a realizzare effettivamente lo scopo che si prefiggono, nel senso che devono rappresentare lo strumento meno invasivo, restrittivo e lesivo tra quelli a disposizione per il raggiungimento dello scopo e gestione del rischio.

Questo comporta l’obbligo per il decisore di rappresentare tutte le misure possibili necessarie per poi scegliere motivatamente, tra queste, quella che comporti il raggiungimento dello scopo con il minor sacrificio dei valori fondamentali (come l’ambiente o il paesaggio) da tutelare. E nel caso specifico ve ne è prova nel prudente apprezzamento con il quale il Tribunale amministrativo volge l’attenzione su cosiddetto punto di equilibrio tra le opposte esigenze.

Senza voler indugiare su aspetti tecnico scientifici di grande complessità, affidati agli esperti, possiamo solo attendere l’evolversi della questione e confidare nell’attento monitoraggio dell’amministrazione regionale sullo stato dei luoghi e sulle azioni intraprese per le date indicate.

*Alma L.G. Tarantino è avvocato e dottore di ricerca in Istituzioni e politiche comparate presso l’Università di Bari e docente a contratto in vari master

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