Xylella Fastidiosa: Italia, Paese incoerente e confuso

L’emergenza xylella ha ancora una volta evidenziato che questo strano paese è difficilmente interpretabile negli atteggiamenti di fronte ad un problema comune molto serio.

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“Penso che l’Italia sia un paese incoerente e confuso, del tutti contro tutti, notevolmente predisposto alla inutile protesta che favorisce i problemi invece di contenerli”

Quando il Commissario Straordinario, su decisione dell’Unione Europea, iniziò ad eradicare i primi alberi malati e quelli esenti da xylella nel raggio di 100 mt., molti si sono fatti trovare sul piede di guerra, con ambientalisti e naturalisti in prima linea a fermare gli abbattimenti. Ovunque interventi a non finire e, addirittura, ricorsi presso i tribunali che, di fatto, hanno bloccato il piano e mandato a casa, prima del tempo, il Dott. Giuseppe Silletti. Il Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato, in quei mesi, ne ha dovute sentire di tutti i colori, è stato soprannominato, perfino, “lo sterminatore degli ulivi”.

Di fatto, invece, cosa accade realmente dal 2013? Accade che l’abbattimento continuo, a tappeto, di queste piante storiche, millenarie, è opera di un terribile ed invincibile batterio che agisce, forse, in concomitanza di alcuni funghi, muffe, parassiti vari. Ed è qui che entra in gioco la grande incoerenza, tutta italiana: non si è vista e non si vede ombra di avversione nei riguardi di Xylella & Company, così determinata e pronta quando ad abbattere era il Commissario Silletti. In pochi, purtroppo, hanno preso e prendono in mano decespugliatori o altri mezzi meccanici per dichiarare guerra, sul campo, all’insetto vettore, vero protagonista di questa emergenza, responsabile della propagazione del morbo, dallo Ionio all’Adriatico. Ogni ulivo su cui compaiono i primi segni di disseccamento rapido è un albero condannato a morte, di fatto abbattuto, tra l’indifferenza e l’inerzia degli attori precedentemente citati. Il territorio agricolo salentino si appresta ad ospitare il più esteso cimitero di alberi mai visto prima in Europa e forse al mondo, una tristissima realtà che sta per concretizzarsi.

Oggi, dopo aver girato a vuoto, siamo nuovamente al punto di partenza con la Corte Europea che si appresta a dare il via libera agli abbattimenti degli ulivi malati e di quelli sani nel raggio di 100 metri.

A questo punto, in queste condizioni di generale impotenza, scientifica ed istituzionale, rimane ben poco da sperare per coloro che, nonostante tutto, ancora resistono.

Penso che l’Italia sia un paese incoerente e confuso, del tutti contro tutti, notevolmente predisposto alla inutile protesta che favorisce i problemi invece di contenerli, poco disposto alla collaborazione e all’unione per combattere il vero nemico comune. E’ un paese ancora indietro, specie nel rispetto dell’ambiente, distante anni luce da altri paesi dell’Unione Europea quali, ad esempio, Danimarca e Svezia.

(I grassetti sono a cura della redazione. La foto è di Giorgio Greco)

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