Xylella, duro Amati: “Si premiano le opinioni, causa di ritardi e del disastro”

Il consigliere regionale del Pd attacca le scelte fatte dalla Regione Puglia in merito ai membri del Comitato Tecnico Scientifico

 

Per colpa della Xylella la Puglia sta perdendo gli uliveti. È un dato di fatto che molti, soprattutto la classe politica, non riescono a comprendere. La Puglia è famosa in tutto il mondo per i suoi prodotti enogastronomici, la cucina, l’olio, la sua storia e per il paesaggio, ma se a livello centrale questi aspetti non vengono ben recepiti e tutelati, presto saranno distrutte e perdute le sue tradizioni e le sue peculiarità.

Da troppo tempo la Xylella sta devastando il territorio pugliese. Nonostante le task force, nonostante i fondi per la ricerca investiti in questi anni, nonostante fior fiore di esperti interpellati e utilizzati per risolvere questo disastro ambientale, il batterio continua a devastare gli ulivi, divenuti nel frattempo patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Ecco perché c’è tanta rabbia in chi da secoli vive grazie agli ulivi, a questi ulivi. E c’è profonda delusione nei confronti di tutte le azioni poste in essere dalla Regione Puglia e dagli amministratori, che non sono risolutive ma mirano a creare “il deserto”.

Tutto ciò si concretizza nelle dure parole del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, che interviene a proposito della nomina di Alessandra Miccoli nel Comitato di esperti, oggi sono diventati 47, costituito dal presidente Michele Emiliano.

«Sulla vicenda Xylella non posso scherzare, anche perché sono stato aggredito e minacciato per diversi anni. C‘è un territorio devastato sul piano economico e paesaggistico per colpa delle tesi negazioniste e complottiste e di chi ha dato loro credito, causando un irreparabile ritardo negli interventi. E la Regione Puglia che fa? Incarica una delle voci più forti di quelle proteste. Ho chiesto un’audizione in Commissione della nuova esperta e degli esperti del CTS, Boscia, Nigro, Savino, Cornara e Luisi, per capire se per caso abbiamo sbagliato tutto o per chiedere le dimissioni o la revoca dell’incarico della nominata. La nuova esperta sulla fitopatologia della Xylella, peraltro laureata in Lettere, è stata protagonista di numerose proteste, a Torchiarolo e nella provincia di Brindisi, contestando tutti i piani di contenimento che, realizzati per tempo, avrebbero salvato la Puglia dalla distruzione prima e dall’avanzare del batterio poi. La Miccoli in una intervista all’emittente locale Tg8 nel 2015 si vantava dell’effetto domino sul blocco degli abbattimenti ottenuto grazie agli innumerevoli ricorsi al Tar, in un passaggio criticava lo stesso Emiliano che oggi la premia con questo incarico. E lo criticava per aver egli invece sostenuto che per ogni opinione c’è bisogno di una prova scientifica a supporto. Un’ovvietà, che invece la Miccoli in quell’intervista definisce un’affermazione grave. Chiedeva un tavolo serio, in quell’occasione. Eppure in un’altra manifestazione organizzata a Torchiarolo il 4 ottobre 2015 anche dall’associazione Anta che lei rappresenta, su un lenzuolo steso davanti ai microfoni era stato scritto: “Eradicate anche noi, no alla mafia Xylella”. Capito bene, mafia Xylella. Ci hanno accusato di voler distruggere il paesaggio, mentre grazie alle loro proteste e al tempo che si è perso, quel paesaggio ad oggi non mi pare un paradiso terrestre. Ed è di 48 ore fa la notizia che, nella sola provincia di Lecce, sono definitivamente chiusi 97 frantoi, con ricadute anche per il relativo indotto economico, su 227 e la produzione di olio è scesa da oltre 20 milioni di chilogrammi a 3 milioni e 460 mila chilogrammi. Mi auguro – continua Amati – che la Miccoli, non laureata in Agraria, senta la necessità di dimettersi o che Emiliano le revochi l’incarico. Ma intanto ho chiesto la convocazione di  Alessandra Miccoli in audizione nella Commissione Agricoltura, affinché spieghi a consiglieri regionali, all’assessore Pentassuglia e al comitato tecnico scientifico, composto cioè da esperti veri da lui stesso nominati, dove abbiamo eventualmente sbagliato o dove ha sbagliato».

Ormai la situazione è diventata insostenibile. Ogni azione risulta vana perché la Xylella avanza indisturbata. La Puglia sta pendendo lavoro, economia, uliveti e ambiente. Quale sarà adesso la prossima mossa della Regione? E cosa diranno e cosa faranno gli esperti?

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