Xylella, crediti di carbonio per il reimpianto di ulivi nel Salento

Accordo firmato da Coldiretti e Castiglia per ripiantare gli alberi in Salento. Test all’istituto agrario Columella di Lecce. I vivai forniranno piante e ulivi resistenti

 

È stato firmato da Coldiretti e dall’azienda Castiglia a Lecce il primo accordo per guadagnare crediti di carbonio piantumando ulivi resistenti alla Xylella, per salvare l’ambiente e avviare un percorso virtuoso di formazione e ricostruzione dell’agricoltura green in provincia di Lecce.

L’accordo porterà alla creazione di una rete tra i vivai che forniranno piante di ulivo, ma anche mandorli, ciliegi e altre varietà mediterranee, alle aziende agricole del territorio per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente e contribuire a ricostruire il Salento a rischio desertificazione dopo l’enorme danno causato dalla Xylella che ha seccato 21 milioni di ulivi.

Il primo credito di carbonio sarà sviluppato con l’Istituto Tecnico Agrario di Istruzione Secondaria Superiore “Presta  Columella” di Lecce che riceverà le prime 1500 piante di ulivo delle specie resistenti, dove gli studenti potranno studiare e seguire l’evoluzione delle specie, un modo emblematico e pregno di significato formativo per festeggiare i 150 anni dalla fondazione dell’Istituto.

La firma tra il presidente di Coldiretti, Savino Muraglia, e l’amministratore unico della Castiglia, Donatello Simeone

“I crediti di carbonio, o carbon credits, rappresentano un strategia sostenibile orientata alla promozione di progetti di tutela ambientale e climatica – spiega Coldiretti Puglia – con l’obiettivo di riduzione o assorbimento dei gas ad effetto serra, i gas responsabili del riscaldamento climatico globale. Il credito di carbonio viene scambiato per compensare l’emissione di una tonnellata di anidride carbonica equivalente, attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo. Una pianta adulta – precisa Coldiretti Puglia – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno, dove a Lecce lo scenario è aggravato dagli incendi che stanno incidendo negativamente sulla qualità dell’aria. L’obiettivo è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città e nelle campagne dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili. Un obiettivo che richiede una programmazione pluriennale della messa a dimora, coltivazione e manutenzione degli alberi da parte degli agricoltori e degli imprenditori del verde rilanciando i servizi di consulenza e le attività turistiche ricreative in tali aree. L’agricoltura pugliese è tra le più green d’Europa ed è all’avanguardia di un nuovo modello economico circolare, per cui è indispensabile il contributo del settore – conclude Coldiretti Puglia – al percorso di transizione energetica della regione, orientato alla sostenibilità ambientale con la produzione di energia green, la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria, quali leve di competitività e nel contempo di presidio e salvaguardia dei territori, in particolare nelle aree più a rischio del Paese.”.

La Castiglia, per garantire servizi e lavori che abbiano nel lungo termine un impatto ambientale quasi nullo, potrà prevedere l’adozione di una strategia che permetta di neutralizzare una parte delle emissioni “residue”, mediante la piantumazione di un numero adeguato di alberi tale da “catturare” parte delle emissioni di CO2 prodotte, assicurando una vera e propria compensazione ambientale.

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