Xylella: class action del CODACONS in favore di coltivatori e cittadini salentini

Xylella, il Codacons ha annunciato una class action in favore di tutti i soggetti danneggiati dalla devastazione che sta colpendo gli ulivi nel basso Salento

Agenti del Corpo Forestale dello Stato e militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato una decina di computer al Dipartimento di Agraria dell’Università di Bari e in tre centri di ricerca privati, impegnati nello studio del batterio della Xylella fastidiosa.

Sulla vicenda – lo ricordiamo – la procura di Lecce ha aperto un fascicolo per diffusione colposa di malattia delle piante di ulivo e gli inquirenti stanno cercando eventuali responsabilità e negligenze anche sui ritardi che avrebbero causato l’emergenza connessa al patogeno da quarantena. In seguito alla notizia del sequestro dei pc, il Codacons ha annunciato class action in favore di tutti i soggetti danneggiati dalla devastazione che sta colpendo gli ulivi nel basso Salento.

«Abbiamo deciso di lanciare oggi una costituzione di parte offesa di massa nell’indagine della procura, in favore di cittadini, coltivatori e proprietari terrieri del Salento, pesantemente danneggiati dalle conseguenze del batterio Xylella – spiega l’associazione – Attraverso tale costituzione, infatti, i soggetti lesi dalla distruzione degli ulivi potranno avviare l’iter per ottenere il giusto risarcimento dei danni materiali e morali subiti, nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili della diffusione della malattia o di eventuali omissioni o negligenze sul fronte della prevenzione».

Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi la situazione provocata nel Salento ha danneggiato sia i coltivatori, sia tutti gli abitanti delle zone infestate, per questo motivo «invitiamo tutti i residenti della zona e coloro che possiedono ulivi nelle aree colpite dal batterio ad aderire all’azione risarcitoria – sostiene Rienzi -, inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it, per ricevere tutte le istruzioni sulla costituzione di parte offesa».

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