Xylella, campo sperimentale “La Scelta”

“Passate con attenzione attraverso questi campi.

Libellule e farfalle che volano in un turbinio di vita.

  Api che ronzano di fiore in fiore.

  Scostate le foglie e vedrete insetti, ragni, rane,

  lucertole e molti altri piccoli animali…

  Questo è l’ecosistema del campo di riso in equilibrio…
  E adesso guardate un momento il campo del vicino.

  Le erbacce sono state spazzate via dai diserbanti e dalle  lavorazioni.

  Gli animali e gli insetti del terreno sono stati tutti sterminati  dai veleni…

  D’estate si vedono gli operai agricoli al lavoro nei campi

  con addosso maschere antigas e lunghi guanti di gomma.

  Questi campi di riso che furono coltivati continuamente

  per più di 1.500 anni sono stati ora resi sterili dalle pratiche 

  agricole di rapina di una sola generazione.”

 Masanobu Fukuoka

Il campo sperimentale “La Scelta” è nato circa 2 anni fa  in Seclì, piccolo comune della provincia di Lecce distante, in linea d’area, 12 km da Gallipoli, assai ricco di uliveti tanto che i 24 segni o simboli raffigurati nella parte superiore dello stemma civico rappresenterebbero olive.

In questo campo di 34 alberi ubicato in piena zona infetta dal disseccamento rapido, la cosiddetta “zona rossa”, si cerca di garantire, costantemente, il minimo di attenzione ad ogni ulivo attraverso il decespugliamento dell’erba,  l’eliminazione di succhioni, polloni e secco,  lo sfoltimento della chioma,  una potatura leggera ed una concimazione naturale.  Tale azione, dall’esito finale che appare comunque infausto, visto il difficilissimo contesto ambientale in cui si opera, rappresenta il tentativo di contenere l’avanzata della terribile malattia,  di convivere quanto più tempo possibile con essa, di non arrendersi fino all’ultimo, in attesa che la ricerca scientifica porti una soluzione concreta al problema.

Si tratta di una sperimentazione empirica portata avanti con gli elementi che lo stesso campo mette a disposizione seguendo il postulato fondamentale di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” . La buona pratica agricola che lo caratterizza, infatti, è denominata PACE, semplice ed unica nell’epoca dell’uso incontrollato di prodotti chimici in agricoltura, a portata di tutti e dai costi davvero ridotti. Sono sufficienti: un decespugliatore medio, una scala leggera e allungabile in alluminio, una forbice ed un seghetto.

P = potatura, A =  arieggiamento, C = cenere ed E = erba.

Potatura e arieggiamento servono a rinforzare la chioma, mentre cenere ed erba fresca sbriciolata forniscono nutrimento. La cenere, derivante dalla bruciatura delle ramaglie, contiene potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, rame, boro, zinco, fluoro, manganese; l’erba fresca contiene ciò che manca alla cenere: azoto. La pulizia, in genere, è necessaria a frenare il diffondersi del batterio attraverso l’insetto vettore.

Giorgio Greco

(la foto è di Giorgio Greco)

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