Xylella, aranci al posto di ulivi malati

Albicocchi 'resilienti' a Xylella nel Salento 1
Albicocchi 'resilienti' a Xylella nel Salento

Via libera da Bruxelles agli impianti di agrumeti e alberi da frutto in Salento. Coldiretti: possibili anche altre colture

Via libera agli impianti di agrumeti e altri alberi da frutto nel territorio salentino. E’ una deroga importante decisa dal Comitato fitosanitario nazionale che ha accolto le richieste della Regione Puglia e che permette non solo di diversificare le colture ma anche di far rinascere e riqualificare il paesaggio martoriato dalla xylella nel territorio di Lecce, Brindisi e Taranto.

Gli agricoltori e i proprietari di terreni ricadenti nelle aree colpite potranno far richiesta di impiantare specie arboree che, sebbene teoricamente suscettibili alla Xylella, si sono dimostrate resistenti o tolleranti all’organismo nocivo: spazio dunque ad agrumi, peschi, ciliegi, mandorli, albicocchi, che andranno a rimpiazzare i 21milioni di ulivi colpiti dal batterio della sputacchina in un territorio pari a 8mila kmq. Questo permetterà agli agricoltori di  utilizzare al meglio i 25 milioni di euro messi a disposizione verso altre colture dal Piano anti Xylella di 300 milioni di euro; senza dire che  i 20 milioni di euro da destinare agli studi scientifici e alla sperimentazione per ricostruire al meglio il patrimonio produttivo e paesaggistico del 40% della regione colpita dalla Xylella riceveranno un nuovo impulso.

Coldiretti: nuovo slancio all’agricoltura e all’indotto turistico

Soddisfazione anche da Coldiretti Puglia che riconosce il pressing esercitato dall’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia insieme ai vertici dell’Osservatorio fitosanitario regionale, della sede  barese dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR e di tutti gli enti di ricerca hanno portato avanti le istanze del mondo agricolo e produttivo pugliese.

Il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, fa il punto sulle opportunità offerte dall’impianto di nuovi alberi da frutto. «Mandorli e albicocchi, esempi di ‘resilienza’ alla Xylella fastidiosa in area infetta, testimoniano che la diversificazione colturale è possibile e opportuna, per non condannare le province di Lecce, Brindisi e Taranto a una monocoltura, con il rischio che un organismo alieno azzeri il patrimonio produttivo del territorio, come già avvenuto con la Xylella che ha compromesso il 40% del patrimonio olivicolo della regione Puglia».

Perchè ciliegio e mandorlo resistono alla Xylella

Albicocchi 'resilienti' a Xylella nel Salento
E’ indispensabile liberalizzare e diversificare i reimpianti – insiste Coldiretti Puglia – perché la ricerca ha dimostrato che altre varietà hanno caratteri di resistenza simili a quelle delle varietà di olivo resistenti (nella foto, albicocchi ‘resilienti’ a Xylella nel Salento)

Le indagini diagnostiche sulle piante delle varietà di ciliegio dolce e mandorlo selezionate per esempio, a seguito dell’esposizione sia all’inoculo artificiale sia ad adulti di sputacchina con elevata incidenza di infezioni di Xylella fastidiosa, hanno dimostrato – rileva Coldiretti Puglia sulla scorta dello studio scientifico dell’IPSP del CNR di Bari – che la presenza del batterio risulta in media inferiore all’11% su mandorli e ciliegi. Questo dato confrontato con quanto ottenuto nelle tesi con piante di olivo, con la media di piante infette del 74,43%, indica una percentuale significativamente più bassa di infezione di mandorlo e ciliegio.

Il mandorlo è da tempo considerato resistente e tollerante – riferisce Coldiretti Puglia – in una misura almeno uguale, se non superiore, alle varietà di olivo resistenti, per le quali è autorizzato l’impianto, secondo gli studi del CNR di Bari, mentre gli agrumi, il pesco, l’albicocco ed il susino sono risultate immuni alla Xylella fastidiosa da prove scientifiche del CNR di Bari, già ampiamente validate nel 2016 e quindi anche prima dei due anni richiesti dal regolamento. E’ indispensabile liberalizzare i reimpianti – insiste Coldiretti Puglia –  con l’adeguata diversificazione colturale per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico, perché la ricerca ha dimostrato che altre varietà hanno caratteri di resistenza non dissimili da quelle delle varietà di olivo resistenti.

Coldiretti Lecce: piantare altre specie e puntare alla riforestazione

Coldiretti Lecce va oltre e chiede di inserire nell’elenco delle colture arboree da frutto, oltre ad agrumi, ciliegi e albicocchi, anche avocado, mango, papaia, more, mirtilli e lamponi, oltre alle specie boschive, anche da reddito, «al fine di prevedere – spiega il presidente Gianni Cantele – degli interventi di carattere forestale, paesaggistico-ambientale, per le aree più marginali che già in passato erano associate a bosco o macchia mediterranea». Resta da ottenere la deroga da parte del MIBACT all’impianto anche in area a vincolo «dove vige l’obbligo di piantare solo ulivi, perché non possiamo condannare alcun zone nuovamente ad una monocoltura», conclude Cantele.

Tutto ciò – aggiunge Coldiretti Puglia – è utile a permettere il ripristino e la nuova creazione di riforestazione al servizio degli operatori e dell’indotto turistico sull’area infetta da Xylella. In questo modo sarà possibile mettere in atto una gestione forestale sostenibile e certificata di area vasta i cui attori potranno essere – conclude Coldiretti Puglia – se opportunamente incentivati, i consorzi forestali capaci di organizzare e coordinare le proprietà private, pubbliche nonché demaniali.

 

 

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