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WWF: “I nostri fiumi bombe a orologeria”

Il WWF denuncia una situazione precaria nella gestione dei corsi d’acqua dislocati lungo il territorio italiano: situazione gravosa sopprattutto laddove si prosegue con una politica di speculazione edilizia. Infatti i fiumi sono stati quasi ovunque “canalizzati” con l’idea di poter contenere le acque in alvei sempre più stretti e regolati per consentire un rapido deflusso delle acque verso valle nei periodi di piena; mentre sempre maggiore è l’impermeabilizzazione dei terreni (per le coperture di cemento) e la perdita di capacità di ritenzione del territorio portando, in caso di violente precipitazioni, ad un vertiginoso aumento della velocità di scorrimento dell’acqua e alla formazione di pericolosi colmi di piena. Intanto lo Stato destina alla difesa del suolo appena 55 milioni di euro, meno 19 rispetto al 2009. «Si spende per le emergenze quando si dovrebbero usare le risorse per l’attività ordinaria – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – E’ urgente potenziare i fondi per la prevenzione, per la manutenzione del territorio  e per applicare  i piani di bacino». Di primaria importanza si prospetta, quindi, un intervento sui meccanismi di gestione dei fiumi: ad oggi risultano fermi i Piani di gestione del rischio alluvionale.

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