WWF e MeD for Med: due progetti per tutela la biodiversità nel Mediterraneo

Il WWF propone un “Blue Recovery Plan” contro inquinamento da plastica e per difendere la pesca sostenibile, mentre “Tutti pazzi per il Mediterraneo! – MeD for Med”, lanciato da Università Bicocca Milano, è un sistema di monitoraggio della biodiversità marina ad impatto zero sull’ambiente

Due progetti distinti e separati per difendere il Mar Mediterraneo e la sua straordinaria biodiversità. Due progetti mirati a contrastare l’inquinamento, aiutare la pesca sostenibile e monitorare la biodiversità in maniera sostenibile ad impatto zero. I due distinti progetti sono del WWF e dell’Università Bicocca di Milano.

WWF

maqre
Savaglia savaglia

In occasione della Giornata mondiale degli Oceani, il WWF ha chiesto ai 22 Paesi che si affacciano nel Mediterraneo di lavorare insieme per redigere un “piano per la ripresa” del Mar Mediterraneo, sia da un punto di vista ambientale che sociale ed economico.

Secondo il WWF, l’economia legata al mare potrebbe generare un valore annuo di circa 400 milioni di euro, ma è necessario avere un piano sinergico tra le parti di sviluppo e tutela dell’ambiente e dell’economia.

Blue Recovery Plan

pesca
SSF in the Calanques NP © Mathieu Foulquie

L’iniziativa del WWF “A Blue Recovery for the Mediterranean – Il Piano per La Ripresa Blu del Mediterraneo” nasce da un peggioramento delle prospettive ecologiche ed economiche del Mediterraneo rilevate nel 2020. Il progetto indica una serie di priorità e raccomandazioni per garantire ecosistemi marini sani, più posti di lavoro e migliori condizioni di vita entro il 2030. Ora solo l’1,27% del Mediterraneo è effettivamente protetto, ma gli esperti di tutto il mondo concordano sul fatto che almeno il 30% del mare dovrebbe essere tutelato. Le aree protette marine gestite in modo efficace sono fondamentali per ricostruire gli stock ittici, sostenere attività di pesca e turismo sostenibili e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. L’eccessivo sfruttamento del mare da parte di tutte le attività connesse con esso stanno progressivamente e rapidamente riducendo le risorse che presto potrebbero esaurirsi definitivamente.

Il ruolo dell’Italia

mare rete sub
Foto Marcello Di Francesco

L’Italia è uno dei paesi più ricchi in Europa e nel Mediterraneo in termini di biodiversità. Questa peculiarità fornisce un capitale naturale elevatissimo: il sequestro del carbonio fornito dai nostri mari vale tra i 9,7 e i 129 milioni di Euro l’anno, mentre la funzione protettiva delle praterie marine di posidonia contro l’erosione costiera ha un valore economico stimato circa 83 milioni di Euro l’anno (Primo rapporto sul Capitale Naturale).

Per questi motivi il WWF ha lanciato il tutta Italia per la stagione estiva GenerAzioneMare: per il terzo anno consecutivo, volontari, pescatori, scienziati, aziende e cittadini si occuperanno del mare, dalla difesa, alla valorizzazione di tutti i suoi abitanti, attraverso incontri, attività di salvaguardia della flora e fauna marine, interventi di tutela e pulizia.

MeD for Med

Utilizzare i traghetti di linea come piattaforme per recuperare campioni di acqua marina e filtrare i campioni in laboratorio per prelevare il DNA ambientale (eDNA, environmental DNA), le tracce di DNA lasciate dagli organismi nell’ambiente circostante. In questo modo si può realizzare un sistema di monitoraggio innovativo e ad impatto zero della biodiversità marina del Mediterraneo.

È il progetto “Tutti pazzi per il Mediterraneo! – MeD for Med”, selezionato nell’ambito della seconda edizione dell’Università del Crowdfunding, il programma di finanza alternativa dell’Università di Milano-Bicocca, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti dell’Ateneo di realizzare progetti innovativi ed idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation.

università bicocca
MeD for Med – Elena Valsecchi

La squadra di “MeD for Med” è guidata da Elena Valsecchi, ecologa molecolare del dipartimento di Scienze Ambientali e della Terra all’Università di Milano-Bicocca e si compone di professori, ricercatori e studenti e neolaureati del corso di Marine Sciences dell’Ateneo milanese, di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e della Università di Leeds (Regno Unito).

I dati confermano che il Mar Mediterraneo ospita fino al 18% di tutte le specie marine conosciute, molte delle quali endemiche, sebbene costituisca solo lo 0,8 per cento della superficie oceanica globale.

Dal 2018, la partnership con Corsica Sardinia Ferries ha permesso di campionare la rotta Livorno-Golfo Aranci. Con i fondi che si stanno raccogliendo, saranno aggiunte quattro nuove rotte della compagnia di navigazione italo-francese (Savona-Bastia, Bastia-Nizza, Nizza-Isola Rossa, Tolosa-Ajaccio).

Previste ricompense speciali per chi contribuirà alla campagna.

“Mare nostrum”

Nella sua plurimillenaria storia, il Mediterraneo ha dato tantissimo alle sue città costiere, e non solo, ora è arrivato il momento di ricambiare. Per il suo bene e per il bene di tutti i suoi abitanti e di tutti quelli che, in qualche modo, sono collegati ad esso.

Per tutelare la sua storia, l’Associazione Progetto Mediterranea, in collaborazione con Bolina, Linea Blu di Rai Uno e La Stampa, sta promuovendo la campagna “Una bandiera per il Mediterraneo”, inteso come continente che unisce popoli, tradizioni, storia e ambiente.

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