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WWF a Ecomondo: favorire il “Made in Italy green” per uscire dalla crisi economica e ambientale

Lo sfruttamento spregiudicato delle risorse ambientali, attuato per sfuggire dalla crisi economica, sta causando in Italia un gravissimo default ambientale che, a lungo andare, non potrà che compromettere il benessere economico e ambientale della popolazione. Il benessere di una nazione non può dunque essere misurato solo dal punto di vista meramente economico (attraverso il PIL), ma occorrono altri indicatori che tengano conto della situazione ambientale contingente.

Questo è, in sintesi, il monito lanciato dal WWF durante il dibattito per gli Stati Generali della Green Economy, che si è tenuto a Rimini nell’ambito di Ecomondo. Per il presidente del WWF Italia Stefano Leoni (nella foto), le imprese devono puntare a politiche di Green Economy per risultare sempre più efficienti e produttive. A questo proposito, prosegue Leone, «il WWF Italia ha già da tempo lanciato alle imprese la sfida di un’economia verde proponendosi di collaborare con coloro che accolgono con serietà e responsabilità questa sfida».

Tra gli strumenti volti a dare un’impronta green al made in Italy, WWF, in collaborazione con Mutti, ha messo a punto il calcolo dell’impronta idrica, utile per programmare le attività di irrigazione delle piantagioni in relazione all’acqua già presente nel sottosuolo e contenuta nei pomodori. Il confronto dei consumi idrici delle aziende agricole guidate con quelle non guidate da questo strumento, ha evidenziato un risparmio d’acqua fino al 30%.

 

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