World Bee Day, per garantire la sopravvivenza delle api

Le api sono importanti per la sicurezza alimentare, il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione degli habitat ©Slovenian Beekeepers' Association

L’Apis Mellifera è il motore dei sistemi alimentari sostenibili e un termometro della biodiversità. Ecco le iniziative in Italia per il 20 maggio, Giornata Mondiale delle Api

 

«Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita» disse Albert Einstein. Con i loro voli sui fiori, questi laboriosi insetti garantiscono circa il 75 per cento della produzione di cibo nel mondo e il futuro del pianeta. Ma i loro equilibri sono a rischio, minacciati da una sinergia di cause, tra cui l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi, i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, le malattie apistiche. In appena trenta anni, dal 1980 al 2010, la popolazione mondiale di api e vespe si è ridotta del 36 per cento. La Giornata mondiale delle api 2023 invita a supportare tutte quelle pratiche agricole che hanno un impatto positivo sulla salute degli insetti impollinatori e, al tempo stesso, rendono più efficienti, sostenibili e resilienti i sistemi agroalimentari. Gli indiziati speciali sono i pesticidi di sintesi, perché agiscono ad ampio spettro, cioè danneggiano anche le specie non in target. Inoltre si bioaccumulano negli ecosistemi ed entrano nella catena alimentare, dove persistono anche molto tempo dopo il loro effettivo utilizzo nei campi. Per via della loro tossicità elevata, bastano dosi anche minime per provocare la morte delle api o per interferire con i loro comportamenti e la loro fisiologia. Oltre a ridurre – o azzerare – l’uso di pesticidi di sintesi, un altro modo per spingere le api selvatiche a crescere e riprodursi è quello di incrementare la biodiversità dei paesaggi agricoli.

Il 40% degli impollinatori a rischio estinzione

Perché il 20 maggio

La scelta della data in cui si celebra la Giornata mondiale delle api non è casuale. Mentre nell’emisfero boreale maggio è il mese centrale per l’impollinazione, nell’emisfero australe corrisponde alla produzione del miele e poi della lavorazione dei suoi derivati. Inoltre uno dei primi pionieri della moderna apicultura, lo sloveno Anton Janša (1734–1773), è nato proprio il 20 maggio.

Alcuni dati sull’attività delle api nel mondo

Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione, che sostiene la produzione di 87 delle principali colture alimentari del mondo. In media una singola ape visita in genere circa 7mila fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Ogni anno, circa 1,6 milioni di tonnellate di miele viene prodotto dall’ape occidentale. Ci sono 20 mila specie di api selvatiche. Se il numero di api continuerà a diminuire, in futuro saranno a serio rischio alimenti come pesche, castagne, mele, fragole, mandorle, ma anche zucchine, pomodori, cipolle e tantissimi altri ortaggi. Lo stesso vale anche per tanti altri prodotti come ad esempio latte, cacao e caffè.

Buone pratiche per aiutare le api. Bee-hotel in circolo: Legambiente installa oltre 100 oasi di biodiversità lungo tutto lo Stivale

Foto di Carla Soffritti

Per tutelare attivamente questi ormai rari esemplari, Legambiente, in collaborazione con Beeing, startup innovativa impegnata nello sviluppo di progetti dedicati alla tutela delle api attraverso la realizzazione di alveari urbani, ha dato vita all’iniziativa “Bee Hotel in circolo”, donando oltre 100 kit biodiversità per la salvaguardia di questi importanti esseri viventi. Ogni kit è dotato di un vasetto di miele, di un mix di sementi a fioritura prolungata selezionati per il benessere delle api e degli insetti impollinatori e di un Beeing Hotel, un nido progettato in materiale di origine naturale utile per ospitare api nidificanti solitarie native e per aiutare a creare corridoi per impollinatori negli habitat colpiti dal disboscamento e dall’urbanizzazione. Da Nord a Sud, i circoli dell’associazione si sono attivati per favorire la nidificazione delle api solitarie in oltre 100 città italiane, posizionando i Beeing Hotel in luoghi strategici e dal forte valore simbolico – come aree periferiche o parchi urbani – in cui favorire il ripopolamento delle api e degli impollinatori, coinvolgendo anche le amministrazioni locali.

Tante attività dedicate alle api. Nel Bosco delle Api, in Val d’Ega

In Val d’Ega (BZ), regno per escursionisti per tutte le gambe tra le Dolomiti – Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si può attraversare il Bosco delle Api a Collepietra. Un percorso esplorativo, con vista sul monte Catinaccio, in cui riconoscere sei stazioni informative per scoprire questi insetti a contatto con i diversi contesti naturali: l’ape nel prato, nello stagno, nel pascolo e nella foresta. Protagoniste non solo le api mellifere, ma anche le diverse api selvatiche, indispensabili anch’esse per la biodiversità. Giunti alla casa dell’apicoltore, si può osservare da vicino il viavai di un alveare sul favo. Inoltre, da metà maggio a fine settembre, ogni martedì si può partecipare ad escursioni guidate a tema. E per completare l’esperienza, non può mancare una degustazione di miele.

Sul Sentiero delle Api, in Alto Adige

Valgenauna: è così che si chiama il piccolo borgo vicino a Campo di Trens, a sud di Vipiteno e vicinissimo al Romantik Hotel Stafler, da dove parte il piacevole itinerario di 1,7 km lungo il Sentiero delle api, dedicato ai piccoli insetti operosi, che conduce al noto santuario Maria di Trens. Il percorso è corredato da numerosi pannelli con interessanti informazioni sulle origini e la lavorazione dei preziosi mieli di bosco e di fiori e sull’organizzazione sociale delle api. E dopo aver esplorato, ci si rilassa nel centro benessere del Romantik Hotel Stafler di Vipiteno (BZ), in cui il miele diventa ingrediente pregiato di massaggi detox.

In Molise, per fare apicoltura nel Primo Apiario di Comunità d’Italia

Api libere © Visit Emilia

In Molise, una delle regioni con la più alta biodiversità d’Italia, l’Apiario di Comunità di Castel del Giudice (IS), borgo al confine tra l’Alto Molise e l’Abruzzo simbolo di resilienza delle aree interne dell’Appennino, invita a scoprire i segreti del mondo delle api, organizzando visite esperienziali tra le arnie colorate. Guidati dagli apicoltori e vestiti di maschere e guanti, i visitatori praticano apicoltura, esplorando il modo in cui le api collaborano per raccogliere nettare e polline, per costruire i favi, per occuparsi della loro famiglia e dell’ape regina. In estate è possibile anche sperimentare le attività di smielatura. Le api dell’Apiario di Comunità favoriscono l’impollinazione dei meleti biologici Melise, nati da terreni recuperati dall’abbandono, e delle coltivazioni agricole di questo territorio immerso tra boschi e montagne, che con il Piano del Cibo si è dotato di una politica alimentare a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

Nel regno delle api, tra le colline dell’Emilia. Causa alluvione, annullati tutti gli eventi.

Se l’Emilia è la terra dell’enogastronomia, la Food Valley italiana, molto lo deve anche alle api e ai tanti apicoltori emiliani, che oltre ad assicurare una produzione agricola di qualità, danno origine a varie tipologie di miele. Per assaporarlo, con Visit Emilia si può viaggiare tra le più affascinanti aziende apistiche emiliane. Come Api Libere, la fattoria che sorge sulla Strada della Biodiversità, il percorso ad anello che attraversa il Parco della Modolena, a 10 minuti dal centro di Reggio Emilia. Qui, le giovani apicoltrici, che producono miele biologico e danno vita a progetti ecologici didattici, coinvolgono gli ospiti grandi e piccoli in attività esperienziali, tra visite guidate e laboratori sulle api e sul miele, sugli hotel per api, le erbe aromatiche e spontanee e tante curiosità. Si può anche “adottare un’ape” e contribuire alla sua salvaguardia. E in questi giorni tanti dolorosi, gli apicoltori emiliani non sono stati abbandonati. Ci sono belle storie di solidarietà dea raccontare.

LEGGI ANCHE: Alluvione Emilia. La conta dei danni, le richieste al Governo, la solidarietà

In Puglia il paese del miele: Melendugno, che in latino vuol dire proprio Porto il Miele (da mele-duco)

Il Comune di Melendugno è il primo della Puglia a conquistare la De.Co per il suo miele, facendo omaggio alle origini del suo nome. Infatti anticamente l’apicoltura era molto diffusa in tutto il territorio, apprezzato non solo per le sue marine, Torre Specchia, San Foca, Roca, Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea, ma anche per le sue campagne così ricche di macchia mediterranea dove sbocciano fiori dai mille colori.

Marco Valsesia, La vita segreta delle api

Alveari in primavera

«Le api sono l’unico essere vivente del pianeta che è stato in grado di lasciarsi addomesticare dall’uomo, continuando a mantenere praticamente intatto il proprio istinto selvatico». Vivono appena quaranta giorni ma il loro contributo alla vita sulla Terra è fondamentale. Gli antichi credevano che le api avessero un collegamento diretto con il sole e non è un caso che fossero nelle insegne del Faraone d’Egitto. Quando Marco si è avvicinato per la prima volta a un’arnia, subito c’è stato il profumo di miele e cera, che è entrato nel cuore e non se ne è più andato. Gli anni hanno trasformato quel colpo di fulmine in una passione e un lavoro fatti di pazienza, amore e rispetto per la natura, un mestiere antico, ormai minacciato dalle condizioni ambientali e climatiche. Marco Valsesia oggi gestisce una sessantina di arnie, alleva api regine e usa i social per raccontare a quante più persone possibili come funziona un alveare, straordinario «superorganismo» vivente. Nel suo primo libro La vita segreta delle api (Longanesi), sorprendente taccuino di un giovane naturalista, ricco di notizie e poesia, traccia un ritratto della «vita segreta» delle api ma anche della loro vita «sociale», che potremmo definire di relazione con l’essere umano.

Insetti impollinatori in mostra a Milano

Fino a domenica 21 maggio, chi si trova a Milano potrà visitare la prima mostra dedicata agli insetti impollinatori ideata dall’artista Matteo Cibic. Un modo per guardare le api con occhi diversi, quelli dell’arte. Dieci opere suggestive saranno esposte Al Naviglio di Milano, in via Lodovico Il Moro 117, con il sostegno di Hendrick’s Flora Adora.

Chi fa il miele? L’ape! Sbagliato!

Il miele è raccolto dall’ape, ma è fatto dalle piante. A molti spesso sfugge la vera identità dell’origine del miele. Le api si limitano a raccogliere le risorse zuccherine prodotte dalle piante e a renderle conservabili. Solo avendo ben chiara la natura prevalentemente vegetale del miele è possibile capirne le grandi variazioni e coglierne il fascino e lo stretto legame con l’ambiente di produzione. Sono oltre 40 i mieli uniflorali prodotti in Italia, oltre ad una miriade di millefiori caratterizzati ciascuno dal territorio di provenienza. “Mieli” e non “miele”, la diversità del prodotto. Un’ape nasce, cresce, muore, ma l’alveare è eterno.

Articoli correlati