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WMW: a rischio 67 siti nel Pianeta

Sono 67 i siti in tutto il mondo minacciati dal turismo selvaggio, dall’incuria ma anche da disastri naturali. La stima viene riportata nel 2012 World Monuments Watch, una lista compilata ogni due anni dalla World Monuments Fund allo scopo di rendere noti i luoghi e monumenti a rischio. Si cerca così di favorirne la tutela, sia attraverso l’applicazione di progetti virtuosi già sperimentati che attraverso lo sviluppo di nuovi piani. I luoghi in pericolo sono attualmente dislocati in 41 Paesi: si tratta di palazzi, chiese, siti archeologici, architetture contemporanee e perfino interi villaggi. Buone nuove per l’Italia, esclusa dalla lista. Gli ultimi siti italiani ad essere inseriti nella World Monuments Watch tra il 1996 e il 2010 sono stati il centro storico di Craco in Basilicata, Ponte Lucano a Tivoli e Villa San Giglio ad Oppido Lucano.

Tra le minacce più temute fa la sua comparsa il turismo selvaggio, come nel caso di Charleston, in Carolina del Sud, a causa di un aumento esponenziale del numero di navi in arrivo nel porto. Minaccia analoga anche per Nasca in Perù, o per il Balaji Ghat a Varanasi in India. Altrove il maggior rischio è dato, invece, dalla vita che vi si svolge. É la situazione presente nel villaggio galleggiante dei pescatori nella Ha Long Bay, in Vietnam, ma anche nella stazione ferroviaria Haydarpasa di Istanbul oppure della Preston Bus Station e della Birmingham Central Library in Gran Bretagna. A rischio, secondo la World Monuments Watch, anche la storica città di Trujillo, in Spagna, il cui paesaggio è minacciato dai pannelli fotovoltaici; il primo cimitero di Atene con le tombe delle più importanti figure della vita pubblica greca; la St Michael cathedral a Coventry, in Inghilterra; il palazzo e i giardini Nanyue in Cina, una delle più importanti scoperte archeologiche della Cina moderna.

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