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Wi-Fi: come ammalarsi, in Italia, per decreto

Hérouville-Saint-Clair è una tranquilla cittadina di 24.000 abitanti, situata nell’agglomerato di Caen nel Nord Ovest della Francia. In questa cittadina il wi-fi, cioè la connessione senza fili, tramite un’antenna installata sul municipio permetteva alle scuole di collegarsi a internet.

Un'antenna telefonica

Il fatto è che, il sindaco di questo paese della bassa Normandia, Rodolphe Thomas, una volta entusiastico sostenitore del collegamento senza fili a internet, dopo che tale tecnologia era già stata implementata, ha deciso di proibire l’uso del wi-fi nelle dodici scuole, per precauzione. Infatti, ha sottolineato monsieur Thomas, il ruolo degli amministratori è quello di proteggere la salute della gente. Una scelta coraggiosa da parte di un sindaco, hanno scritto i giornali d’Oltralpe; era il 28 aprile 2009. Non solo, la giunta di Hérouville-Saint-Clair preoccupata della nocività di queste onde, ha posto anche limiti alle emissioni della telefonia mobile. Il sindaco Thomas ha distribuito un opuscolo con consigli per gli utilizzatori: evitare di mettere il cellulare nella tasca dei pantaloni, scegliere accuratamente il proprio telefono portatile, utilizzare il kit per avere le mani libere. La decisione, appoggiata dal Modem, Mouvement Démocrate, cioè Movimento Democratico, di cui il sindaco fa parte, è stata presa alcuni giorni dopo il lancio del progetto governativo “Grenelle des ondes”, teso a rivedere il problema delle onde elettromagnetiche e dei potenziali pericoli a esse collegati. La municipalità ha inoltre finanziato misure di campi magnetici nel circondario con l’obiettivo di spostare quelle antenne il cui campo magnetico è stato trovato maggiore di certi valori, intimando il ricorso al tribunale se i gestori avessero rifiutato di farlo.

Una postazione wi-fi

Ma veniamo in Italia. Sono passati due anni da quella notizia che in Francia ha fatto scalpore e da noi cosa succede? È di qualche giorno fa, il 13 maggio scorso, che il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta e del MIUR, Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini hanno lanciato l’operazione “Scuole in wi-fi”, per dotare di punti di accesso senza fili le scuole. L’iniziativa è parte del processo di digitalizzazione della scuola pubblica, compreso il servizio di posta elettronica certificata per le comunicazioni. Tuttavia, il progetto ministeriale, che prevede di cablare tutte i 14mila istituti scolastici nel Paese entro il 2012, propone di offrire la sola dotazione tecnologica, cioè i punti hot-spot wi-fi, ma non il collegamento alla rete. Ma tanto basta per far gridare alle associazioni che il ministero della Pubblica (d)istruzione vuole farci ammalare per decreto.

 

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