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Welfare, Bari: Cantieri di Cittadinanza

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La giunta territoriale di Bari ha presentato le linee guida del bando Cantieri di Cittadinanza. Il bando intende attivare una serie di misure per contrastare nuove e vecchie forme di povertà, coniugandole a un percorso di reinserimento lavorativo.

Lo scorso 28 luglio, la Regione Puglia ha ratificato l’Accordo Quadro denominato Secondo Piano Straordinario per il lavoro – per il lavoro di cittadinanza, con il quale ha messo in programma svariate misure a sostegno dell’occupazione delle fasce più deboli della popolazione. I Cantieri della Cittadinanza prevedono, a tal proposito, una sperimentazione per l’annualità 2014/2015 che si articolerà in due fasi.

La prima fase servirà a costruire un elenco di imprese disponibili a ospitare lavoratori attraverso una manifestazione di interesse. Possono attivare cantieri di cittadinanza soggetti pubblici e privati (comprese associazioni riconosciute e non, enti ecclesiastici, APS, cooperative, fondazioni Onlus,….) che abbiano sede legale sul territorio regionale e che siano in regola con le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro. I soggetti succitati potranno attivare i cantieri di cittadinanza sotto forma di pubblico privato con l’Amministrazione Comunale di Bari per lo svolgimento di attività di pubblica utilità.

La seconda fase del bando, invece, servirà a individuare i soggetti destinatari del cantiere di cittadinanza, che andranno a comporre un elenco dal quale le imprese potranno attingere personale per lavori di pubblica utilità. I cittadini che potranno rientrare a far parte di questo elenco devono risiedere nel Comune di Bari, essere disoccupati e non percepire alcun ammortizzatore sociale e/o contributo assistenziale. Si terrà conto inoltre del reddito ISEE che non dovrà essere superiore a € 3.000,00.

Il commento dell’assessora al Welfare Paola Romano: «Stiamo discutendo con la Regione Puglia e con i sindacati per estendere il più possibile la fascia di popolazione da coinvolgere e soprattutto per individuare le modalità più idonee. Non vogliamo creare false aspettative né promettere lavoro facile. Vogliamo renderci disponibili a facilitare l’incontro della domanda con l’offerta di lavoro sostenendo con fondi pubblici le imprese che decidono di partecipare e attivando i cittadini al percorso di reinserimento lavorativo».

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