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Voto: Vendola richiama la res publica, Berlusconi resta a casa

«Domenica e lunedi bisogna andare a votare per ricostruire la res publica, per tutelare e custodire i beni comuni». É l’appello lanciato in vista dei prossimi referendum da Nichi Vendola, presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà nonché governatore della Puglia, chiamato a rispondere ai microfoni di Repubblica Tv. «I quesiti referendari – ha aggiunto Vendola – cui gli italiani devono rispondere in massa hanno il potere di evocare, nel culto delle virtù civiche, la parola custodire: custodire la vita, custodire il territorio, custodire la giustizia come beni collettivi. Gli italiani con il voto del 12 e 13 giugno – ha concluso – devono dare un contributo affinchè la politica sappia ripristinare il primato dell’interesse collettivo su quello privato».

Ma Vendola non è il solo politico ad espremirsi in merito alla chiamata referendaria. Silvio Berlusconi fa giusto sapere in queste ore che opterà per l’astensione: «Penso che non mi recherò a votare», ha annunciato da Palazzo Chigi. «È diritto dei cittadini – aggiunge il premier – decidere se votare o meno per il referendum». Replica immediata del leader del Pd, Pierluigi Bersani: «Se non va a votare lui, ci andranno gli italiani». Più pacato l’intervento di Gianfranco Fini: «Credo sia importante andare a votare perché depotenziare l’istituto referendario facendo leva sul mancato raggiungimento del quorum sarà anche legittimo ma politicamente sbagliato» e si augura che «vincano posizioni che spingano alla modernizzazione del Paese».

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