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“Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”

SOER 2015Presentato, oggi, a Roma, dal ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA, il Rapporto SOER “L’ambiente in Europa – Stato e prospettive 2015” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA). Il report contiene una valutazione integrata dei dati a livello globale, regionale e nazionale, accompagnati da confronti tra vari Paesi, sullo stato dell’ambiente del Vecchio continente.

Secondo il fascicolo, aria e acqua sono migliorate, meno i rifiuti conferiti in discarica, incremento del riciclo rispetto al passato; le politiche ambientali si sono dimostrate uno stimolo per la crescita e l’occupazione; tuttavia, l’indagine segna una nota negativa e lancia una sfida su cui puntare: il traguardo che l’Europa si pone a lungo termine, cioè di “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, non è compatibile con le attuali politiche sull’ambiente e con quelle correlate.

E proprio di prospettive per il futuro si è discusso nel corso dell’evento di oggi. Per quanto concerne il nostro Paese, al rapporto ha contribuito l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con i dati della rete EIONET (European Environment Information and Observation Network) e dei coordinatori tematici dell’Annuario dei dati ambientali, d’intesa con il MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), sulla base delle più recenti informazioni pubblicate nell’ultima edizione disponibile dell’ “Annuario dei dati ambientali”.

«Lo stato di salute dell’Ambiente in Europa delineato dal Soer – afferma il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – testimonia la validità delle scelte politiche finora operate in sede UE, ma allo stesso tempo ci ricorda che il percorso da fare per una qualità ambientale ottimale è ancora lungo».

In prospettiva della COP21 di Parigi a dicembre prossimo, dall’Europa arrivano segnali positivi relativi alla riduzione delle emissioni di CO2, alle energie rinnovabili e sulla gestione dei rifiuti; mentre sul tema della biodiversità e sulle acque siamo ancora in ritardo.

«Questi dati – rileva il ministro dell’Ambiente – assumono un grande significato in vista del varo del nuovo pacchetto europeo sull’Economia Circolare, previsto per i primi di dicembre, che dovrà indirizzare il nostro continente verso un futuro di sviluppo sostenibile e di valorizzazione dell’ambiente, in un quadro globale che speriamo possa essere qualificato dal raggiungimento a Parigi di un’intesa alta e ambiziosa».

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