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Vittorio Stagnani, addio al viaggiatore senza confini

vittorio stagnani

Si è spento il 7 gennaio a Bari il giornalista e scrittore Vittorio Stagnani, instancabile cultore della natura

Difficile separare Vittorio Stagnani dalla sua amata bicicletta, con cui scorrazzava per tutta Bari in tempi in cui andare sulle due ruote era considerato una stravaganza. Difficile anche non ricordare il suo amore per il trekking, la natura, gli animali, le tradizioni del sud, la cucina,  che si portava cuciti addosso anche attraverso il suo abbigliamento – mai ufficiale – , gli occhialini, i capelli perennemente disordinati.

Vittorio Stagnani e la natura

Un giornalista, uno scrittore, un naturalista mai ovvio, sempre alla ricerca di un aspetto particolare del paesaggio, globe-trotter nel senso più puro del termine. Vittorio Stagnani ha lasciato tra i suoi vari reportage un’immagine della Puglia con l’ormai famosissimo  Puglia fuori strada al di là delle immagini stereotipate della regione – e anche questo in tempi non sospetti, quando il viaggio non contemplava il rispetto per gli ecosistemi e quelli che facevano trekking erano ben pochi. Anche della Basilicata, (anzi della Lucania, come lui amava chiamarla) ha scoperto luoghi di rara bellezza, che ha affidato alle pagine di Lucania fuori strada, pubblicato nel 2016.

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Animali e gastronomia

Famose le sue bonarie (ma non tanto) battaglie in nome della tradizione culinaria pugliese e soprattutto barese (lui che barese non era: era infatti nato a Roma nel 1942): dall’elogio della tiella patate riso e cozze in gemellaggio con la paella spagnola nel 2010, all’elogio della focaccia barese, le cui origini Stagnani riannodò alle tradizioni ebraiche e  che esaltò con tanto di elenco delle migliori focaccerie cittadine contro le pallide “cugine” delle altre regioni.

Che Vittorio Stagnani avesse nel suo destino il rapporto con la natura e gli animali lo testimonia la scoperta che fece nel 1968, quando rinvenne il fossile di una balena  di oltre 1 milione settecentomila anni fa nel Canalone di Bari; o quando il il Centro recupero tartarughe marine Wwf Molfetta ribattezzò col nome di “Vis” (con cui spesso Stagnani firmava i suoi articoli) una tartaruga caretta caretta salvata da morte sicura.

Vittorio Stagnani e gli altri

vittorio stagnani

Giornalista, scrittore, insegnante, Vittorio Stagnani ha segnato una fase importante della riscoperta delle tradizioni pugliesi e lucane

Autore di oltre 30 libri, Stagnani è stato anche un vero educatore, professore alla scuola media e alle scuole serali per lavoratori, esperienza di cui ha sempre parlato con entusiasmo e passione. Agli adolescenti ha fatto scoprire l’esperienza entusiasmante del giornalismo, realizzando a Bari il primo giornalino scolastico; ai bambini ha dedicato racconti arguti e ricchi di insegnamenti; l’ultima sua esperienza letteraria è Io non so vivere senza la vita ,  che raccoglie racconti scritti anche da diversamente abili e ai cui diritti in favore di opere di beneficenza hanno rinunciato sia l’autore sia la casa editrice.

Ci sarebbe tanto altro ancora da dire di Vittorio Stagnani, ma vogliamo fermarci qui. Lo vogliamo però ringraziare per quel il trscinant entusiasmo accompagnato sempre da una buona dose di arguzia con cui ha insegnato a generazioni di meridionali ad amare e rispettare la natura.

(I funerali di Vittorio Stagnani si terranno lunedì 8 gennaio a Bari alla chiesa dell’Annunciazione – Via Lucarelli – alle ore 17,00)

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