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Visoni e allevamenti animali da pelliccia, è protesta

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Visoni
Immagine della petizione di 'Essere animali'

Visoni e allevamenti, tra Milano e Bari continua la protesta per assicurare diritti agli animali

Abolire gli allevamenti di animali da pelliccia. Con un occhio particolare rivolto ai visoni. È la sfida di ‘Essere animali’, che ha lanciato una petizione alla Commissione Agricoltura della Camera e Sanità al Senato.

In Italia sono presenti una ventina di allevamenti di visoni e le condizioni sono eufemisticamente “discutibili”. In 200 mila sono rinchiusi in strutture situate principalmente in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Le immagini dell’associazione mostrano infatti animali rinchiusi in gabbie estremamente piccole e uccisi per soffocamento in camere a gas. Da qui la richiesta di discutere le proposte di legge per vietare l’allevamento di animali per produrre pellicce.

Una battaglia mai sopita e rivendicata nuovamente in occasione della ‘Fashion week – Settimana della Moda’ a Milano. «Nel capoluogo lombardo – spiega Marco Di Cosmo, coordinatore

Visoni
Protesta a Milano nella Fashion week

del gruppo Bari di ‘Essere animali’ – alcuni nostri attivisti hanno portato forme di visoni posizionate vicino alle ormai famose palme, per avere un richiamo mediatico». A contribuire alla campagna, anche un video condito dalla voce della testimonial Rosita Celentano. Oltre alle immagini, sono riportati i dati del Rapporto Italia 2016 di Eurispes, secondo cui “l’86,3% degli italiani vieterebbe la produzione di pellicce”.

TRA VISONI E VIVISEZIONE

E la protesta per attirare l’attenzione sui visoni durante la Settimana della Moda, è tutt’altro che casuale. «La scelta vegan è e deve essere a 360 gradi – ribadisce Di Cosmo – e non è solo un discorso legato a cibo, vivisezione e contro lo sfruttamento negli allevamenti, ma è una scelta importante, che si concretizza anche per quanto riguarda l’aspetto dell’abbigliamento. Ecco il motivo – sottolinea – di una mobilitazione legata alla moda».

Si contestano modalità di allevamento riconosciute come ‘gravemente lesive del benessere animale’ dal Comitato Scientifico per la Salute e il Benessere Animale della Commissione Europea. I visoni hanno indole selvatica, mentre la prigionia in gabbia li priva della possibilità di soddisfare fondamentali esigenze etologiche come nuotare, arrampicarsi e correre. Nelle gabbie, delle dimensioni di 70 x 35 cm, gli animali trascorrono mesi o anche anni, se destinati alla riproduzione. Diversi Paesi europei, alcuni dei quali con una fiorente produzione di pellicce come l’Olanda, hanno vietato questi allevamenti. Ora – è l’auspicio – tocca ai visoni italiani.

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