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Visioni di spazio al Festival della Mente

Sarà lo spazio,  inteso sotto molteplici accezioni,il tema della XIII edizione del Festival della Mente, in programma a Sarzana (La Spezia), tra il 2 e il 4 settembre. A questo appuntamento ormai celebre, che come ogni anno vedrà la partecipazione di personalità d’eccezione, attraverso il filo conduttore individuato si passerà dalla lezione dello storico Alessandro Barbero, che avrà come tema lo spazio della guerra, alla poesia in versi omerici, raccontati da Matteo Nucci e Valentina Carnelutti: lo spazio delle parole, i cui esponenti privilegiati sono da identificarsi in Elena e Odisseo, sarà contrapposto allo spazio dell’assenza, che vede protagonisti Patroclo e Andromaca. Il primo evento che avrà luogo sarà invece una lectio magistralis di Salvatore Veca, docente di Filosofia Politica presso l’Università di Pavia, che avrà per tema lo spazio pubblico all’interno della vita democratica.

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Il Festival della mente sarà aperto dalla lectio magistralis del filosofo Salvatore Veca, che avrà per tema lo spazio pubblico all’interno della vita democratica

Tra gli ospiti di quest’anno spiccano due scrittori: Bruno Arpaia e Alessandro Zaccuri, chiamati a   riflettere insieme, alle ore 15,00 di domenica 4 settembre, su “La memoria dello spazio. Le macerie del clima e la pattumiera di casa” . Bruno Arpaia, romanziere e giornalista, immaginerà un futuro nel quale l’Europa è stata consegnata al deserto; accanto a lui il giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri esplorerà gli usi narrativi e artistici della spazzatura. L’idea che accomuna questi due temi è che non ci sia, in fin dei conti, molta differenza tra il mondo quale potrebbe essere dopo un cataclisma climatico e quel piccolo disastro che sporca le nostre case, testimoniato dalle pattumiere.

Degno di nota è anche l’intervento di Cino Zucchi e Aldo Colonetti, che riguarderà “lo spazio architettonico fra passato, presente e futuro”. Lo spazio architettonico si pone, infatti, come medium tra lo spazio dell’individualità e quello della collettività: è in questo ambito che l’architetto interviene. Questa relazione sarà illustrata attraverso l’analisi di alcuni progetti architettonici relativi a varie epoche, mostrando in che modo questa dialettica può essere ricomposta nello spazio. A Claudio Bartocci e Chiara Valerio è invece affidato il compito di spiegare come la matematica racconti il mondo e fino a che punto e in che universi, con o senza mappe, abbia portato l’uomo. Segnaliamo, per concludere, l’intervento di Ramak Fazel (fotografo), Giorgio Vasta (romanziere) e Michele Lupi (fondatore dell’edizione italiana di Rolling Stones), intitolato “Nei deserti americani: viaggio nell’immaginario del XX secolo” e previsto per la mattinata di sabato 3 settembre. I tre racconteranno quello che resta i un viaggio attraverso i deserti americani, tra polvere, ghost towns e strade dove non si incontra nulla per centinaia e centinaia di chilometri. Molti altri saranno gli interventi, tutti degni di nota, che si possono consultare sul programma di quello che si presenta come un evento da non perdere.

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