Vino, 8 Paesi con l’Italia contro le etichette irlandesi

Foto di Okan Caliskan da Pixabay

Il governo italiano è al lavoro con Francia e Spagna per un documento sul “consumo responsabile”

Il fatto di voler realizzare le etichette del vino con le stesse modalità e principi di quelle delle sigarette non trova un fronte comune in UE. L’idea nata in Irlanda per frenare il consumo eccessivo di alcool, soprattutto tra i più giovani, mettendo sulle etichette immagini e informazioni relative ai problemi che si possono verificare consumando vino, sta mettendo a dura prova la stabilità degli accordi tra i Paesi dell’area Euro, per tante ragioni: innanzitutto, l’utilizzo di immagini e testi forti per ridurre il consumo di sigarette, in realtà, non ha sortito alcun effetto evidente. C’è stato anzi un incremento, soprattutto delle sigarette elettroniche, spesso utilizzate insieme alle sigarette normali. Poi, non sono assolutamente paragonabili i rischi per la salute provocati dalle sigarette rispetto al consumo del vino: infatti, un consumo abituale e limitato, può addirittura, far bene. Sulle nostre tavole, un solo bicchiere di vino a pranzo e o a cena, da ottimi benefici e completa il pasto. Ma come tutti gli eccessi, un consumo smisurato e costante provoca danni alla salute ben noti. Se poi si guida dopo aver bevuto tanto, i riflessi si abbassano, cala l’attenzione, la realtà viene distorta, giunge la sonnolenza… e sbam! Lo schianto. Morti, feriti e famiglie distrutte.

Il vero problema del vino, quindi, ma dell’alcool in generale, è il consumo eccessivo. Al contrario delle sigarette, che producono danni irreversibili alla salute sia alla breve, che alla media e lunga distanza.

Ecco perché la protesta sulle etichette irlandesi.

Etichette del vino dedicato alla famosissima band AC/DC – Foto di Kerstin Riemer da Pixabay

A quanto riportato dall’Agenzia Dire, il sottosegretario alle Politiche agricole Luigi D’Eramo in commissione ha quindi ribadito il ‘muro’ alle etichette irlandesi sulla nocività per la salute rispondendo a Stefano Vaccari del Pd.
“Al momento, insieme ai Governi di Francia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Portogallo, è stato predisposto un ‘non paper’ per chiedere alla Commissione di avviare un dialogo con il Governo irlandese al fine di evitare l’instaurarsi di barriere al commercio e creare allarmismi ingiustificati nei consumatori, che potrebbero avere pesanti conseguenze sulla sopravvivenza di un intero comparto”. E poi “continueremo a seguire con estrema attenzione la problematica al fine di garantire non solo il cittadino ma anche le produzioni vinicole nazionali”.

“Riguardo alla nota vicenda sull’etichettatura delle bevande alcoliche, la posizione è netta: qualsiasi etichettatura che preveda un warning sugli effetti dannosi del vino per la salute umana è inaccettabile. Abbiamo l’impressione che chi lo propone nasconda, dietro l’alto richiamo alla tutela della salute umana, un più pratico intento di impedire ai prodotti di eccellenza italiani, qual è il vino, di imporsi nel proprio mercato”, ha detto il sottosegretario come si legge nella risposta scritta visionata dalla ‘Dire’. E ha aggiunto che “parliamo, infatti, di un complesso di obblighi per la creazione di una etichettatura specifica per i prodotti destinati al mercato irlandese che potrebbe portare le piccole e medie imprese ad abbandonare quel mercato o dissuadere gli operatori dal farvi ingresso. Rammento che tutte le misure che impediscono direttamente o indirettamente gli scambi presenti o potenziali all’interno dell’Unione europea sono restrizioni vietate dai Trattati”.

È partita dall’Italia una lettera al commissario europeo alla concorrenza Breton sugli “effetti distorsivi per il mercato di simili previsioni normative”. Ma “non è solo la tutela del mercato che ci interessa, ma anche verificare la veridicità della misura irlandese non essendo corroborata da alcuna evidenza scientifica sui rischi per la salute dei consumatori che variano dalle modalità di consumo, dal regime alimentare e dallo stile di vita”, ha aggiunto il sottosegretario.

Immagini e testi forti sui pacchetti di sigarette, utilizzate per evidenziare, invano, i danni del fumo – Foto di ? Mabel Amber, who will one day da Pixabay

“Considerato che è l’abuso di un alimento che reca pregiudizio alla salute, non certo il suo consumo moderato, è nostra intenzione promuovere una serie di iniziative di studio sugli effetti del consumo degli alimenti per la salute, coinvolgendo i migliori studiosi del nostro Paese, alcuni dei quali, peraltro, hanno già espresso il loro parere nel senso degli effetti benefici del consumo moderato di vino”. Intanto è stato aperto un canale diplomatico con Francia e Spagna “per proporre un documento condiviso che ribadisca la necessità di lavorare sulla distinzione tra consumo responsabile ed abuso di alcool, al fine di garantire un’adeguata informazione ai consumatori, evitare l’introduzione di barriere commerciali e mantenere l’uniformità e la fluidità del mercato unico europeo”. E nella riunione Agrifish del 30 gennaio 2023 Italia e Irlanda hanno discusso per “trovare punti di condivisione e superare la diversità di vedute”. (FONTE Agenzia DIRE)

La questione è proprio questa: il consumo eccessivo e perpetrato nel tempo di qualunque alimento può provocare danni alla salute. Non il consumo normale. Anche in consumo smoderato di zucchero provoca problemi alla salute. Anche quello di carne, di caffè, cacao, frutta, verdura e chi più ne ha più ne metta. La filiera del vino, poi, è tra le più importanti e quotate a livello internazionale ed è sinonimo di qualità, ma rappresenta anche l’enogastronomia ed è fonte di turismo per i Paesi produttori. Per cui, un’etichetta sui suoi possibili danni potrebbe essere una condanna, ma potrebbe anche non sortire alcun effetto.

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